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Firmiamo subito l’Iniziativa per la limitazione!

Non vogliamo una Svizzera di 10 milioni d’abitanti, con carenza di posti di lavoro, in particolare per persone ultracinquantenni, con affitti proibitivi, con treni e autostrade intasati, con scuole sovraffollate, con migranti che alterano completamente la nostra cultura o con istituzioni sociali finanziabili solo con costanti aumenti delle imposte.
Dalla sua totale introduzione nel 2006, la libera circolazione delle persone ci ha portato un’immigrazione netta di quasi 800’000 persone, l’equivalente della popolazione del canton VD. Immaginatevi un’analoga evoluzione in Germania, che è dieci volte più grande. Se nello stesso periodo avessero avuto un’immigrazione di 8 milioni, certamente la libera circolazione delle persone nell’UE avrebbe visto la fine.
Che l’immigrazione ci porta benessere , è una favola. Dall’introduzione della libera circolazione delle persone, il nostro tasso di crescita, la crescita del prodotto interno lordo pro capite, è fermo praticamente a zero. Il singolo cittadino deve sopportarne gli effetti negativi, ma per lui nient’altro che meno denaro nel portamonete; perché imposte e prelievi, come per esempio l’assicurazione-malattia, aumentano costantemente. Venendo così tanta gente, si genera naturalmente una crescita globale, la torta diventa più grande ma, suddivisa su un numero altrettanto crescente di persone, le fette rimangono sempre delle stesse dimensioni. Inoltre, la parte di torta del settore pubblico, per esempio scuole, ospedali, infrastrutture di trasporto, cresce in continuazione, mentre che il proprio settore produttivo si assottiglia. Cosicché, in confronto agli altri paesi, la Svizzera ha peggiorato la sua produttività. Tutto ciò deve cambiare, se vogliamo conservare il nostro benessere.
Tutti quelli che adesso vogliono placare gli animi, l’immigrazione starebbe diminuendo, non capiscono la logica economica. L’immigrazione durerà fintanto che i nostri salari saranno parificati a quelli europei. Ciò significa un livellamento sulla media. E che siamo su questa via lo dimostrano le cifre della disoccupazione che, nel frattempo, in Svizzera hanno superato quelle della Germania. Questo dovrebbe mettere in allarme qualsiasi economista.

Con l’iniziativa popolare „Per un’immigrazione moderata (Iniziativa per la limitazione)” vogliamo correggere tutto ciò. Oggi, Il testo dell’iniziativa è stato pubblicato nel Foglio federale, e inizia così la raccolta delle firme.
Un paese libero e autodeterminato come la Svizzera deve gestire esso stesso l’immigrazione, come succede nella maggior parte dei paesi di successo nel mondo. A questi non verrebbe mai l’idea di concedere a 500 milioni di cittadini di altri Stati un diritto legale di immigrare. Al contrario, molti paesi stanno inasprendo le loro leggi sull’immigrazione, a seguito degli sviluppi della politica mondiale, con l’obiettivo di limitarla alle loro necessità economiche, nell’interesse della loro sicurezza.
E con l’iniziativa per la limitazione, vogliamo far riottenere alla Svizzera proprio questa libertà d’azione. Il Consiglio federale sarà incaricato di abrogare la libera circolazione delle persone con l’UE, per via negoziale entro dodici mesi dall’accettazione dell’iniziativa per la limitazione. Se un’intesa non sarà possibile entro questo termine, l’accordo di libera circolazione delle persone dovrà essere disdetto entro 30 giorni.

Consigliere nazionale Albert Rösti, Presidente del partito UDC Svizzera, Uetendorf (BE)