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Rösti

Dal 1291, ossia da 725 anni, la Svizzera si batte per salvaguardare la sua libertà. Nel corso di questi sette secoli, grazie alla sua democrazia diretta, essa è riuscita a dotarsi di uno dei sistemi politici più stabili del mondo. Inoltre, la popolazione svizzera vive oggi in una grande prosperità.

Cari delegati, cari ospiti, cara famiglia UDC,

Dal 1291, ossia da 725 anni, la Svizzera si batte per salvaguardare la sua libertà. Nel corso di questi sette secoli, grazie alla sua democrazia diretta, essa è riuscita a dotarsi di uno dei sistemi politici più stabili del mondo. Inoltre, la popolazione svizzera vive oggi in una grande prosperità.

Possiamo esserne fieri ma, come sempre quando le cose vanno bene, addirittura troppo bene, grandi pericoli stanno in agguato.

Questa osservazione vale per la famiglia che vive al di sopra dei propri mezzi e vizia eccessivamente i suoi figli.

Questa osservazione vale per il partito che si addormenta sui suoi allori, dimenticando di mobilitarsi e di battersi.

E questa osservazione vale ancora di più e in modo più inquietante il nostro bello e prospero paese.

– Troppe persone che rifiutano di fare il minimo sforzo sono coccolate dallo Stato: ciò va dai corsi di lingue gratuiti per i migranti fino agli studi gratuiti per tutti.

– Uomini e donne che si assumono le loro responsabilità e sono pronti a fare degli sforzi, sono messi sotto tutela da uno Stato che moltiplica le prescrizioni e gli oneri fiscali.

– La messa sotto tutela da parte dello Stato tocca oggi tutti i settori della vita. Non soltanto si impediscono numerosi progetti di costruzione utili con una giungla di prescrizioni per la protezione
dell’ambiente,
contro le emissioni,
del paesaggio,
del patrimonio di monumenti storici,
contro il rumore,
contro la luce,
dei beni culturali,
contro le irradiazioni,

ma siamo vieppiù messi sotto tutela nella vita quotidiana. Si vuole impedirci di fumare e addirittura di mangiare delle salsicce con il pretesto di proteggere la nostra salute. Se una volta i difensori dell’agricoltura indigena, che sui due terzi della sua superficie non può produrre altro che derrate animali, si irritava di fronte alle pretese dei vegetariani, ciò non è stato che l’inizio. Oggi, un uomo moderno deve sentirsi in dovere d’essere vegano e impegnarsi in politica affinché si legalizzi il consumo di coleotteri e altri insetti. Non siamo più molto lontani dal personaggio caricaturato da Giacobbo, che si nutre solo di frutti caduti dagli alberi.

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Albert Rösti, Presidente UDC Svizzera