Stato sociale, diritti costituzionali dei pazienti e correttezza istituzionale. Ancora questioni da chiarire rispetto all’operare dell’UAI del Cantone Ticino

La presente interpellanza fa seguito alla risposta del Consiglio di Stato alla nostra interrogazione del 6 marzo 2012 (n. 58.12) relativamente al funzionamento dell’Ufficio cantonale dell’assicurazione invalidità del Canton Ticino (UAI).

In sostanza la risposta del CdS è che tutto va bene e che l’UAI svolge correttamente il suo lavoro. Una risposta rassicurante e che, di sponda, lancia però anche in modo stizzito una critica al nostro atto parlamentare dichiarando che le nostre affermazioni non sarebbero suffragate da elementi concreti.

Trovo questo modo di operare da parte del CdS alquanto offensivo e poco rispettoso del mandato conferito dal popolo ai deputati del Gran Consiglio che desiderano unicamente fare al meglio il loro lavoro. E cioè il fatto che un’interrogazione come la nostra, fatta con le migliori intenzioni e nel rispetto di una procedura agile e veloce allo scopo di alleggerire il pesante fardello di allegati, possa essere considerata inconsistente ed essere, sia pur velatamente, criticata e squalificata dall’Amministrazione cantonale. Non è in questo modo che si collabora in modo utile e virtuoso al bene del Paese, e a tutela dei diritti dei cittadini, con i rappresentanti del popolo eletti in Gran Consiglio a fianco e con pari dignità dei Consiglieri di Stato.

Detto ciò ecco che allora siamo costretti a questo ulteriore atto parlamentare per avere finalmente le risposte che non ci sono state date con la nostra interrogazione del 6 marzo scorso, dovendo a nostra volta criticare il CdS per questa modalità di operare e rispedendo al mittente le critiche ma, soprattutto, facendo osservare all’Esecutivo e ai funzionari amministrativi coinvolti quanto segue.

È forse sfuggito al CdS il fatto che la Confederazione ha modificato recentemente le regole relative alle perizie mediche realizzate nell’ambito dell’Assicurazione invalidità in quanto gli assicurati in oggetto (dei malati e invalidi e non, invece, dei simulanti e/o fannulloni) non erano sufficientemente tutelati e non potevano esprimere compiutamente il loro parere e la loro situazione clinica e valetudinaria?

In ciò – è allora forse il caso di ricordare – vi è un atto di umiltà e un’implicita presa di coscienza da parte di Berna dello stato insoddisfacente della problematica relativa alla valutazione delle domande che giungono all’UAI da parte degli assicurati. Questo cambiamento essendo infatti finalizzato a rafforzare e migliorare la protezione giuridica degli assicuranti, i loro diritti e le loro giuste richieste. Come indicato anche da un recente comunicato dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS), che ha così tenuto conto delle critiche del Tribunale federale relative all’indipendenza dei centri di osservazione medica incaricati di elaborare le perizie medico-specialistiche. Questi centri di osservazione medica stilano infatti le perizie interdisciplinari per gli uffici dell’assicurazione invalidità sulla base delle quali si determinerà il destino dell’assicurato in quanto questi sono documenti e valutazioni capitali per il processo di decisione relativo alla concessione o meno di una rendita a un assicurato nei casi più complessi.

Nel giugno del 2011 i giudici del Tribunale federale hanno infatti invitato la Confederazione ad apportare dei correttivi, quali l’attribuzione di mandati secondo il principio della casualità, la differenziazione delle tariffe praticate e un rafforzamento della protezione giuridica degli assicurati. Il primo marzo scorso il Consiglio federale ha così provveduto a correggere in tal senso il regolamento dell’AI, precisa ancora l’UFAS.
Ciò ha delle conseguenze importanti rispetto alla prassi finora adottata o, meglio, dovrebbe averne!

Detto ciò, evidentemente, è chiaro che ogni Cantone ha le sue peculiarità e le sua modalità di operare a favore o a sfavore degli assicurati invalidi. Fra questi criteri – centrali per il giudizio finale dell’UAI cantonale – resta la questione delle perizie che, ancora ora, appaiono assegnate ideologicamente piuttosto che con criteri scientifici o, perlomeno, con criteri non viziati da fattori che nulla hanno a che vedere con il rigore, la giustizia, la neutralità e l’astensione dal pregiudizio.

In conclusione. Evidentemente la situazione reale è ben diversa da come la si vuol rappresentare e illustrare a livello dell’UAI e del CdS. O allora bisogna credere che abbiano torto tutti assieme il Tribunale federale, il Consiglio federale, l’UFAS e, nel nostro piccolo, anche il sottoscritto e i colleghi deputati che, con cognizione di causa e a questo legittimati, si firmano e chiedono al CdS di voler, prima di rispondere in modo tanto superficiale e dilettantesco, approfondire la questione, e assumere queste nostre preoccupazioni in modo serio e rigoroso prima di dar seguito – senza manifestazioni di insofferenza ed irritazione – alle nostre domande legittime che, di seguito, vi riformuliamo:

  1. i responsabili del Dipartimento interessato sono al corrente di quanto sopra?
  2. La questione del modo in cui vengono assegnate le perizie rappresenta una questione cruciale e sentita come importante da parte dei responsabili dell’UAI e del DSS? E in tal caso come è stato risolto il conflitto di interesse al fine di scongiurare questo pericolo?
  3. Le critiche e le osservazioni degli assicurati e dei medici sono state ascoltate e prese in considerazione?
  4. Vi è una valutazione e un controllo relativamente alle qualifiche, alle competenze e all’indipendenza dei medici chiamati ad operare presso le strutture dell’UAI?
  5. Il CdS è dell’opinione che i diritti dei pazienti/assicurati siano tutelati sempre e in ogni caso? Ritiene il CdS che vi sia un margine di manovra per migliorare la situazione?
  6. Come valuta il CdS questo stato di cose?
  7. Ritiene opportuno approfondire la questione in oggetto?
  8. Ritiene opportuno avviare dei contatti interlocutori con l’UFAS?

Orlando Del Don
Per il Gruppo UDC