Ripristinare la concessione di permessi di dimora temporanei (Tipo L) alle artiste impiegate nei locali notturni

Premesse

Da quando i permessi L (lavoro temporaneo) sono stati limitati alle cittadine e ai cittadini UE/AELS, i locali notturni sono obbligati, per l’ingaggio di spettacoli nei loro locali, ad attingere al bacino UE – in particolare all’Italia – da dove si approfitta per portare la prostituzione sul ghiotto mercato ticinese.
Al fine di arginare un presunto mercato della prostituzione nei locali notturni, si è così di fatto parificato il locale notturno (contemplato nella Legge sugli esercizi pubblici) al bordello (da regolamentare invece a livello di legge sull’esercizio della prostituzione).
La realtà dimostra che questa misura non ha per nulla risolto il problema della prostituzione – legale o abusiva che sia – anzi, ha fatto sì che attorno all’offerta di prestazioni più o meno artistiche verso i locali notturni, siano sistematicamente affiancati scopi direttamente legati al mercato della prostituzione, con conseguente presenza di magnaccia e altri personaggi più o meno radicati nella criminalità internazionale.
La legge federale, almeno per il momento anche se da Berna si cominciano a sentire voci preoccupanti in questo senso, permette ancora dei margini di manovra concedendo ai cantoni dei contingenti per il rilascio di permessi L a cittadine e cittadini extracomunitari.
Siamo peraltro consci del fatto che il TRAM ha respinto nel frattempo alcuni ricorsi contro l’attuale legge, ma appunto per questo è tanto più opportuno un atto parlamentare volto a modificare quest’ultima.
Altrettanto siamo al corrente della tendenza di Berna ad abolire “tout court” il permesso in questione per le ballerine provenienti da Stati terzi (non UE o AELS), ma altresì contiamo che il messaggio non superi l’ostacolo parlamentare, in quanto decisamente discriminante. Non si capisce infatti perché si debbano applicare delle, peraltro assolutamente inefficaci, misure di protezione per presunte potenziali prostitute provenienti dai paesi extracomunitari dell’Est, mentre quelle provenienti dagli Stati UE o AELS ne sono private a causa della libera circolazione delle persone.
Siamo piuttosto dell’opinione che – previa la richiesta di dovute garanzie da parte dei locali notturni – sia opportuno permettere a quest’ultimi di lavorare a favore anche del turismo, mediante l’offerta di spettacoli di qualità il cui bacino migliore risulta essere quello russo.

Alla luce di quanto sopra, ci permettiamo d’inoltrare la presente mozione affinché si ritorni allo status quo ante la soppressione della concessione di permessi L ai cittadini extracomunitari, sfruttando i contingenti assegnati al Ticino per concedere detti permessi ai locali notturni, operanti sul territorio come tali ai sensi della Legge sugli esercizi pubblici.
Per la Deputazione UDC:
Eros N. Mellini
Chiesa – Del Don – Filippini – Pinoja