EOC e mense scolastiche pubbliche ticinesi: sosteniamo le aziende locali?

La crisi economica, per le piccole-medie imprese ticinesi si fa sentire soprattutto a causa della “guerra di prezzi” con la vicina Italia. Le nostre aziende, quelle che hanno una produzione locale e specifica di determinati prodotti legati al territorio, faticano sempre più a imporsi sul mercato e la conseguenza è ovvia: si tagliano posti di lavoro o si chiude!
In questo senso, se il privato ha la libertà individuale di scelta, dovremmo invece come Cantone dare l’esempio di un maggiore attaccamento alle nostre produzioni locali, sostenendole e facendo capo per le nostre strutture pubbliche a quest’ultime.
In questo senso, prendo a titolo d’esempio il caso dell’EOC di Lugano (vedi foto allegate), che evidenzia come non si faccia capo ad aziende ticinesi, ma si importi acqua estera (con costi sicuramente maggiorati causa trasporto e sdoganamento) in particolare quella del Comune del Parco di Val Grande, Malesco (VB) Italia!

Alla luce di quanto sopra riportato, e ritenendo che le nostre aziende vadano maggiormente supportate, si chiede al Consiglio di Stato di rispondere alle seguenti domande:

  1. quanti e quali prodotti esteri vengono utilizzati nei nostri ospedali al posto di quelli locali?
  2. Tale pratica è usuale anche per le mense scolastiche pubbliche?
  3. Cosa intende fare il Consiglio di Stato affinché i prodotti alimentari siano acquistati in loco e non altrove?

Lara Filippini
Per il Gruppo UDC