Caso Cassis: ultimo atto? Ovvero, perché il CdS ha mentito e continuato a mentire in riferimento al caso Cassis?

In data 4 febbraio 2013, avevo inoltrato a nome del Gruppo UDC un’interrogazione parlamentare con la quale si chiedeva al CdS di far chiarezza riguardo ai ruoli, agli incarichi e alle funzioni del dr. Ignazio Cassis nella sua qualità di membro del CdA dell’EOC.

Questa interrogazione faceva seguito al fatto che Cassis occupava contemporaneamente le poltrone di consigliere di amministrazione presso una clinica privata e, al contempo, presso l’EOC, in flagrante e patente conflitto di interessi.

In data 27 marzo 2013 il CdS rispondeva all’interrogazione in oggetto dichiarando che:

  • Il dr. Ignazio Cassis non era più rappresentante dello Stato nei Consigli di Fondazione della Fondazione Giovanni e Giuseppina Rossi e della Fondazione Giuseppe Rossi.
  • Il dr. Ignazio Cassis aveva inoltrato le dimissioni da membro dei Consigli di Fondazioni sopracitati il giorno dopo la sua nomina in qualità di membro del CdA dell’EOC, e cioè in data 16 dicembre 2011, comunicando questa decisione al Dipartimento della sanità e della socialità il 18 dicembre 2011.
  • Il dr. Ignazio Cassis non deteneva alcun mandato presso istituzioni private o pubbliche che avrebbero potuto confliggere con il suo mandato pubblico presso l’EOC.

Detto e appurato ciò, la questione venne in seguito approfondita in modo indipendente da due Gran Consiglieri; il sottoscritto e il dr. Franco Denti.

Il dr. Franco Denti in una lettera trasmessa al presidente del Gran Consiglio Michele Foletti – poi ripresa in un articolo/intervista di Giovanni Galli pubblicato sul Corriere del Ticino il 3 maggio u.s. – riferiva fra l’altro che, cito:
“[…] nel registro di commercio la cancellazione di Ignazio Cassis dal Consiglio di amministrazione dell’Ospedale Malcantonese-Fondazione G. Rossi sia avvenuta solo il 17 aprile e pubblicata sul Foglio ufficiale il 22 aprile. […] Questo mentre Cassis era stato nominato nell’EOC il 15 dic. 2011 e, secondo il Governo, egli aveva inoltrato le dimissioni da membro del Consiglio di Fondazione il giorno dopo, in data 16 dicembre 2011. […]”.

Il sottoscritto – come detto, in maniera indipendente – ottenne le stesse informazioni riportate dal collega dr. Franco Denti, dopo aver ottenuto e letto l’estratto aggiornato del Registro di commercio del Cantone Ticino. E cioè che il dr. Cassis venne iscritto in qualità di membro del Consiglio di Fondazione del Ricovero Malcantonese Fondazione Giovanni e Giuseppe Rossi in data 26.05.2009 e la sua cancellazione venne invece registrata in data 17.04.2013. Il documento comprovante quanto appena riferito (estratto), datato 22.04.2013, e munito dell’autenticazione dell’Ufficio dei registri di commercio mi venne trasmesso tramite posta pochi giorni dopo.

Questo documento, unitamente all’articolo/intervista al dr. Franco Denti da parte di Giovanni Galli sono allegati alla presente interrogazione.

Premesso che:
– il fatto che Cassis sia stato costretto a dimettersi la vigilia del dibattito parlamentare che preannunciava fuoco e fiamme non sgrava il CdS dalle sue responsabilità e, pertanto, la questione si mantiene viva e attuale nella sua totalità e gravità;
– anche nel caso in cui Cassis avesse a suo tempo mentito dichiarando il falso questo non sgrava il CdS dalle sue responsabilità.

Detto ciò siamo pertanto a chiedere a questo Consiglio di Stato di voler rispondere alle seguenti domande:

  1. Il Consiglio di Stato ha volutamente risposto in modo menzognero a un Gran Consigliere nell’esercizio delle sue funzioni, in particolare dando risposte inveritiere all’interrogazione del 4 febbraio u.s.?
  2. In caso di risposta affermativa, come giustifica il CdS questa sua presa di posizione e scelta nei confronti del Legislativo?
  3. In caso di risposta negativa, siamo autorizzati a credere che il CdS sia stato messo in questa imbarazzante e scabrosa situazione da parte di funzionari e/o collaboratori governativi che hanno agito motu proprio?
  4. In questa seconda ipotesi, come intende procedere ora il CdS?
  5. Vi è una terza ipotesi. E cioè che il dr. Cassis abbia volutamente ingannato il CdS e in tal modo abbia messo ora l’Esecutivo in una imbarazzatissima situazione. Cosa risponde il CdS nel caso in cui si confermi essere questa la spiegazione della fattispecie appena ricordata?
  6. Come intende procedere ora il CdS nei confronti delle persone che sono state ingannate e, in particolare, nei confronti dei parlamentari che avevano inoltrato l’interrogazione e che sono stati ingannati e depistati per ben cinque lunghi mesi?

Orlando Del Don
Per il Gruppo UDC