Maggior rigore, controlli e verifiche da parte dell’Amministrazione cantonale nell’assunzione di personale sanitario al fine di individuare soggetti potenzialmente inclini all’abuso nei confronti dei pazienti a loro sottoposti

Come è possibile che una persona, già oggetto di una sentenza per abusi sessuali e sfuggita per prescrizione del reato a una condanna per ripetuti abusi, abbia potuto continuare ad esercitare la professione? 

E quanto si è chiesta l’Associazione svizzera infermieri Sezione Ticino (ASI-SBK) riguardo la vicenda dell’infermiere luganese recentemente condannato a 12 anni di reclusione per ripetuti abusi e maltrattamenti compiuto su vari pazienti a lui sottoposti.

Ed è quanto ci chiediamo noi con questa interrogazione all’indirizzo del Consiglio di Stato al quale chiediamo di voler dar seguito alle seguenti domande:

  1. il Consiglio di Stato ritiene che questa situazione meriti una migliore gestione degli incarti relativi agli operatori sanitari al fine di scongiurare il ripetersi di situazioni simili?
  2. Il Consiglio di Stato ritiene che, nella fattispecie, vi siano le condizioni per un’inchiesta amministrativa al fine di evidenziare lacune, omissioni e responsabilità?
  3. Il Consiglio di Stato cosa intende fare per scongiurare in futuro il ripetersi di situazioni simili o analoghe?
  4. Ritiene il Consiglio di Stato che una valutazione psicologica di candidati per il ruolo di operatori sanitari possa essere una misura di appoggio utile – in aggiunta ai presidi già in uso – al fine di rendere ancora più rigoroso questo tipo di valutazione e depistaggio dei soggetti potenzialmente a rischio?

Orlando Del Don
Per il Gruppo UDC