Dalla padella alla brace: quali controlli per le famiglie affidatarie?

Dalla stampa apprendiamo in data odierna che, tra un misto di tristezza e rabbia, una piccola innocente bambina, tolta nel 2010 ai genitori biologici tossicodipendenti e violenti, ha subito violenze anche dai genitori affidatari.

Proprio quando si pensava di averla salvata da una situazione di brutalità, ecco che la scuola si accorge che c’è qualcosa che non va, ma dalla segnalazione passa oltre un anno prima che si intervenga, inficiando in tal modo la serena crescita cui ogni fanciullo dovrebbe avere diritto.
La madre affidataria, rea confessa, e il padre sarebbero però a piede libero per un crimine che, agli occhi dei più, appare infame perché viola un’innocente nella sua integrità.

Per le motivazioni sopraccitate, chiediamo al Consiglio di Stato di rispondere alle seguenti domande:

  1. Corrisponde al vero quanto riportato dalla stampa?
  2. Quali sono i parametri che inducono la magistratura a togliere ed affidare un minore ad altra famiglia?
  3. Quali sono i criteri che stabiliscono l’idoneità di una famiglia affidataria?
  4. Quali e quanti controlli vengono effettuati prima di dare l’assenso definitivo quale famiglia affidataria?
  5. Quanti controlli vengono effettuati presso la famiglia quando vi è stato collocato il minore?
  6. Nella fattispecie, come è possibile che la bambina abbia dovuto subire un anno di violenze prima che fosse la scuola ad accorgersene e si corresse ai ripari?
  7. La minore in questione e suo fratello a chi sono attualmente affidati?
  8. Nel caso in questione si sta provvedendo con un supporto psicologico adatto all’età?
  9. Può garantire il CdS che quello in questione è un caso isolato, e che misure ha adottato e/o intende adottare affinché tale orrore non si ripeta?

Lara Filippini
per il Gruppo UDC