Il Ticino della crisi: precarietà esistenziale e vite spezzate

La crisi che da tempo tocca anche il nostro Paese sta battendo il suo Zenith. Malgrado le contromisure fino ad ora adottate per contrastare il fenomeno il sistema comincia a presentare ora fenomeni inquietanti. Soprattutto per quanto attiene il lavoro, il rischio povertà, la precarietà esistenziale, la sicurezza, l’incertezza sia a livello interno che esterno, i rapidi cambiamenti in corso, ecc. Tutto ciò si ripercuote in modo pesante sulle relazioni inter e intrapersonali.

Preoccupanti appaiono a questo proposito le complicazioni sul piano psicologico con un incremento di situazioni a rischio di scompenso anche grave, soprattutto tra le fasce di popolazione più colpite. Il numero di persone con gravi problemi affettivi e comportamentali stanno aumentando in modo preoccupate e, fra questi, i casi di suicidio esplicito ed implicito.

In considerazione di ciò siamo a chiedere al Consiglio di Stato di voler dar seguito alle seguenti domande:

  1. È consapevole il CdS di questa problematica psico-sociale in rapido sviluppo anche alle nostre latitudini?
  2. Il CdS sta monitorando adeguatamente quanto sta accadendo in tal senso?
  3. Quanti sono stati i suicidi accertati nel corso del 2013? E negli anni che vanno dall’inizio della Crisi (2008) al 2012?
  4. Cosa ha fatto e cosa intende ancora fare il CdS per far fronte a questa situazione?

Per il Gruppo parlamentare UDC
Orlando Del Don