L’assunzione di personale alle dipendenze del Cantone senza concorso pubblico. Una procedura inopportuna, opaca e ingiustificata

Recentemente il Consiglio di Stato ha assunto due tipografi senza concorso creando reazioni stizzite da parte di molti cittadini e, in particolare, da parte dei tipografi ticinesi e dell’Associazione per le arti visive.

I due tipografi in questioni fino allo scorso autunno erano stipendiati da una tipografia di Bellinzona per la redazione del Foglio Ufficiale su mandato del Cantone ma, da qualche mese, questi sono stati assunti dal CdS per svolgere lo stesso identico lavoro di prima ma, ora, all’interno dell’amministrazione cantonale e a carico dei contribuenti; il tutto senza concorso pubblico.
Evidentemente la situazione appare quanto mai stridente e inopportuna da diversi punti di vista, in particolare in un periodo di crisi e ristrettezze come quello attuale dove si inneggia alla trasparenza, al risparmio e al rigore finanziario.
Alquanto imbarazzanti le giustificazioni rilasciate della Cancelleria di Stato a TELETICINO: “Per noi era importante avere in casa questa competenza, così abbiamo deciso di fare un’internalizzazione dei servizi. Il concorso non è stato fatto perché la legge sull’ordinamento degli impiegati dello Stato permette di non farlo per casi estremi come le internalizzazioni. Inoltre risparmiamo”.

Con la presente interrogazione chiediamo pertanto al Consiglio di Stato di voler dar seguito alle seguenti domande:

  1. Perché mai il Cantone ha deciso ora di assumersi le spese di questi due nuovi collaboratori quando il mandato con la tipografia in questione sembrava funzionare adeguatamente e permettere all’amministrazione cantonale di evitare oneri finanziari supplementari non necessari?
  2. Perché mai, in caso si dovesse invocare la problematica dei “risparmi”, ci si è accorti solo ora dell’esborso così perpetrato per anni (decenni?) con il mandato in questione e ora sospeso?
  3. Quali sono stati i calcoli economici che avrebbero portato l’amministrazione a optare per la cosiddetta “internalizzazione”?
  4. Come mai non si è proceduto ad un regolare concorso che non avrebbe in nulla e per nulla compromesso la possibilità di poter avere comunque e in ogni caso queste cosiddette competenze di cui sarebbero in possesso i due tipografi?
  5. Quali sarebbero nello specifico queste supposte competenze delle quali il CdS non poteva fare a meno?
  6. Quale sarebbe nella fattispecie il cosiddetto “caso estremo” che potrebbe eventualmente giustificare una procedura come quella adottata?
  7. Cosa dice esattamente la legge sull’ordinamento degli impiegato dello Stato in riferimento all’assunzione senza concorso pubblico? E qual è il rapporto che potrebbe legare questo riferimento in oggetto con questa fattispecie?
  8. Da ultimo, ma non per importanza, gradiremmo che il CdS ci chiarisse la questione relativa all’appalto decennale della stampa del Foglio Ufficiale alla Tipografia Grassi di Bellinzona. Appalto che, a quanto ci risulta, sarebbe stato concesso a suo tempo – ancora! – senza concorso pubblico.
  9. A quanto ammontava il costo del mandato completo della produzione (impaginazione e stampa)?
  10. A quanto ammonta ora (solo stampa)?
  11. Questo mandato è stato nel tempo rinnovato o modificato nella sostanza o nel carico finanziario del Cantone?
  12. Chi, per lo Stato, aveva sottoscritto il mandato e sulla base di quali valutazioni di economicità era stato fatto?

Per il Gruppo parlamentare UDC
Orlando Del Don