Interrogativi e perplessità in relazione al nuovo progetto di campus USI-SUPSI a Viganello

Il progetto di ampliamento del campus universitario ticinese USI-SUPSI presentava e presenta tutt’ora alcune zone d’ombra che è viepiù necessario chiarire.

In particolare per quanto riguarda i costi, l’ubicazione e la volumetria.
Il progetto ESSENTIA, elaborato dall’architetto Arbnor Murati e collaboratori fu scelto a suo tempo quale progetto vincente per il campus USI-SUPSI di Viganello nel lontano 2011.
Durante la fase di allestimento del progetto di massima il rapporto di lavoro fu però interrotto per presunte inadempienze contrattuali e la vicenda si spostò necessariamente sui banchi dei tribunali.
Nel gennaio 2014 il Tribunale federale respinse il ricorso contro la mancata sospensione del nuovo progetto e i lavori di progettazione con il team secondo qualificato (progetto ZENOBIA) poterono pertanto ufficialmente partire.
Secondo quanto riportato, poi, dai media cantonali, lo studio di architettura Arbnor Murati avrebbe successivamente chiesto al Tribunale amministrativo cantonale la ricusazione del giudice Stefano Bernasconi, in quanto ritenuto “prevenuto” nei loro confronti.
Secondo quanto poi comunicato (marzo 2014) dallo studio di architettura Arbnor Murati, il giudice – con una lettera del 10 febbraio 2014 – avrebbe invitato il team a recedere dall’impugnativa, riferendosi al ricorso pendente presso il TRAM contro il mandato di progettazione del campus affidato nel frattempo al secondo gruppo classificato.
In considerazione di ciò siamo pertanto a chiedere al Consiglio di Stato di voler da seguito alle seguenti nostre domande

  1. Quanto tempo si è perso e quando – rispettivamente con che ritardo – si prevedere di concludere i lavori?
  2. A quanto ammontano i costi sostenuti con il primo Team e quanto è andato perso in termini complessivi a seguito di questo importante ritardo?
  3. Qual è la volumetria inizialmente prevista per il Campus e quali i suoi costi preventivati nel 2010 (all’apertura del concorso)? Quali invece la volumetria e i costi preventivati oggi?
  4. Il CdS non reputa che questo Campus, trovandosi lontano dalla stazione ferroviaria, creerà un nuovo importante generatore di traffico in centro a Lugano, peggiorando in tal modo una situazione già compromessa in tal senso, se non addirittura drammatica?
  5. Il CdS non reputa che questo progetto a questo punto – anche in considerazione della preoccupante situazione delle finanze cantonali – necessiti di una pausa di riflessione con una rivalutazione delle opzioni che dovrebbero ora essere seriamente ponderate; ossia un suo ridimensionamento o, in alternativa, una sua realizzazione a tappe?
  6. Il CdS non valuta invece come interessante – quale alternativa – l’utilizzo del sedime in questione (o parte di esso) per soddisfare piuttosto le esigenze locali? Ad esempio quelle relative alla scuola media di Lugano centro?

Orlando Del Don
Per il Gruppo UDC