Radar Monte Carasso: il Governo dimostri la sua buona fede

Il 17 luglio 2014 il Dipartimento delle Istituzioni ha diramato il seguente comunicato:

La Polizia cantonale intraprende sia azioni preventive – anche in collaborazione con il programma di prevenzione “Strade più sicure” del Dipartimento delle istituzioni attraverso delle campagne di sensibilizzazione, come sta avvenendo in questo periodo con “Occhi aperti sulla strada” (www.occhi-aperti-sulla-strada.ch) – sia azioni deterrenti a scopo sempre preventivo, con il pattugliamento costante delle strade nazionali e cantonali fuori abitato nonché i controlli radar. Il Dipartimento delle istituzioni, in un’ottica di prevenzione, comunica che è attiva una nuova stazione di controllo sull’autostrada A2 nel Bellinzonese. Si tratta per ora di una fase di valutazione, durante la quale l’apparecchio, già omologato dall’Ufficio federale di metrologia, dovrà sottostare alle verifiche tecniche e operative del Reparto del Traffico della Polizia cantonale. I campi di applicazione del nuovo dispositivo sono molteplici e innovativi. Hanno l’obiettivo di migliorare la sicurezza sul territorio e a livello di circolazione stradale. La nuova stazione di controllo permette il rilevamento dei veicoli contromano, il controllo dei veicoli pesanti nell’ambito dell’Ordinanza concernente il trasporto di merci pericolose su strada e dell’Ordinanza sulla durata del lavoro e del riposo dei conducenti professionali di veicoli a motore, il controllo del traffico in forte crescita negli ultimi anni, il rilevamento della velocità nonché il rilevamento delle distanze di sicurezza tra le vetture. Per quanto riguarda il controllo sul territorio e la lotta alla criminalità, in particolare per reati quali i furti con scasso in abitazioni e rapine, questo nuovo apparecchio sarà un utile supporto per le forze dell’ordine. Per motivi operativi non verranno fornite ulteriori informazioni di dettaglio sul nuovo sistema.

Il giorno seguente, a questo proposito, il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, sul Corriere del Ticino, ha portato le seguenti considerazioni:

«Non è un radar, o meglio, non è solo un radar. Non lo abbiamo installato per fare cassetta, ma per aumentare il nostro grado di controllo su quanto avviene lungo l’autostrada. Lo scopo è quindi aumentare la sicurezza». Con queste parole il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi spiega in sintesi cosa è la «nuova stazione di controllo sull’autostrada A2 nel Bellinzonese» messa in esercizio dalla Polizia cantonale. Comunque, assicura, «non è nascosta, transitando su quel tratto si vede bene». Già nelle scorse settimane, Gobbi aveva ventilato l’idea di mettere una sentinella in più lungo l’A2. Ma c’è chi sostiene (vedi articolo sotto la fotografia) che quella postazione sia attiva da più mesi. Oggi tra Airolo e Chiasso c’è una sola postazione radar fissa, si tratta dell’apparecchio davanti alla galleria di Gentilino, che però comincia a mostrare gli acciacchi dovuti all’età. E, soprattutto, da allora la tecnologia ha fatto passi da gigante.

La taglia del Nano

Gobbi, come replica a chi l’ha ormai ribattezzata «il leghista mister radar» dopo che in passato Giuliano Bignasca metteva una taglia sui radar? «Lo ribadisco, questa mossa non è finalizzata a fare cassetta. A quanto mi consta la maggior parte delle multe incassate in Ticino è a vantaggio delle polizie comunali e non della cantonale. L’A2 è un nervo nevralgico e fragile. Occorre avere tutto sotto controllo». Non eravate obbligati ad annunciare la messa in esercizio. Perché lo avete fatto? «Già in passato si era fatto così. Secondo me informare è giusto perché l’obiettivo primo, non mi stancherò mai di affermarlo, è fare prevenzione».

Alla luce di quanto dichiarato, la comunicazione del 17 luglio 2014 aveva come obiettivo quello di informare la popolazione ticinese della posa di questo radar supertecnologico. D’altronde, non perseguendo lo scopo della “cassetta”, almeno a parole, ma quello della prevenzione, il Dipartimento ha pensato di rendere ufficiale la sua messa in esercizio. A testimoniare la buona fede del Ministro il fatto che, sebbene non costretto a farlo, l’informazione era dovuta alle ticinesi e ai ticinesi. Esattamente come successo in passato. Dunque nessun intento persecutorio, solo prevenzione.

A smentire questa comunicazione governativa vi sono tuttavia numerose testimonianze di automobilisti, certamente rei di infrazioni al codice stradale, sanzionati ben prima del nobile comunicato.

Per far sì che la parola di un Consigliere di Stato resti credibile e per ribadire il concetto della prevenzione, sconfessando le cassandre che credono che si tratti unicamente di repressione finalizzata a rimpolpare le casse pubbliche, il gruppo UDC chiede al Governo di rendere operativo il radar solo a partire dalla data dell’avvenuta comunicazione alla popolazione. Le infrazioni dovrebbero dunque essere intimate solo a partire da venerdì 18 luglio 2014.
Per il gruppo UDC
Marco Chiesa