Il TF boccia l’amnistia fiscale. E il PS affonda la socialità

Abbiamo appreso costernati che il Tribunale federale – le cui decisioni sono notoriamente non criticabili perché equivalgono all’uno del Signore – ha bocciato l’amnistia fiscale, in favore della quale l’anno scorso si erano espressi sia il Gran Consiglio che i cittadini ticinesi.

Ci congratuliamo pertanto con la socialista Pelin Kandemir Bordoli, autrice del ricorso, che ha messo a segno un colpo da maestro. O, più semplicemente, un colpo – nel senso di batosta – a scapito di tutto il Cantone.

Ci congratuliamo perché, con questa brillante iniziativa, nelle esangui casse dello Stato verranno a mancare oltre trenta milioni di franchi. Una cifra destinata a finanziare le casse, altrettanto esangui, del Fondo disoccupazione.

Ci piacerebbe tanto sapere come il Partito socialista intenda garantire il finanziamento della socialità in questo Cantone, dove i senza lavoro – ufficiali e non ufficiali, registrati presso gli URC o in assistenza sociale – sono circa il 9 per cento della popolazione.

In realtà, un’ideuccia su come il PS districherà il bandolo della matassa ce l’abbiamo. Si chiama assalto alla diligenza. Ma, al posto della carrozza, quelli presi d’assalto saranno i contribuenti, che la Sinistra concepisce solo come soggetti da spremere con le tasse.

Sulla virulenta presa di posizione del Partito socialista in merito alla decisione del Tribunale federale preferiamo glissare. La felicità, troppo spesso, dà alla testa.

UDC Ticino