Consiglio federale disfattista e impiccione

EvideLe litanie del nostro governo cominciano ad annoiare. Tutto ciò che viene proposto in favore dei cittadini svizzeri, del benessere generale e della piazza finanziari elvetica viene respinto al mittente sotto un comune denominatore: il servilismo nei confronti di una non precisata comunità internazionale e l’adozione di standard di stampo giacobino.

Il Consiglio federale, pronunciandosi contro l’iniziativa popolare a favore del segreto bancario per cittadini svizzeri, sostiene che la “sfera privata è già protetta”, e che la discrezione in favore dei contribuenti ligi e onesti rimarrà un capo saldo. Figurars.

Ricordiamo agli smemorati – e ai furbetti- che il governo di cui sopra aveva giurato e spergiurato che non avrebbe mai, e poi mai, abolito il segreto bancario neanche in ambito internazionale, per i cittadini stranieri con un conto in una banca rossocrociata. Sappiamo tutti com’è andata a finire. Ergo, al governo abbiamo alcuni bugiardi, dalla caratura morale che fa acqua da tutte le parti.

Che poi un esecutivo scenda a livelli da bar dello sport, e cominci a sparare epiteti, definendo l’iniziativa “inutile e dannosa, come fosse un antiparassitario chimico, dà la tara a questo governo di impiccioni che straparlano persino di impossibilità di effettuare controlli in caso di sospetti di irregolarità fiscali.

Non è vero neanche questo. Le proposte dell’iniziativa non cambierebbero di una virgola le modalità per perseguire chi – vergognosamente – arriva a frodare il fisco.

Ci confronteremo dunque davanti al popolo, sperando che gli istituti bancari escano dal torpore reverenziale che stanno dimostrando da alcuni anni nei confronti del potere politico e si battano, come accadeva un tempo, per gli interessi del Paese e dei suoi cittadini, sempre più paragonati a piccoli delinquenti in procinto di fregare tutto e tutti. Siamo svizzeri. Qualcuno se l’è dimenticato.

UDC Ticino