CHIUSO!

Domenica 27 dicembre 2015 i negozi devono restare aperti? La legge sull’apertura dei negozi, attualmente in vigore, data del 1968. in quell’anno mio padre giocava a calcio nel Lugano e la squadra vinceva la Coppa svizzera. Ne è passata di acqua sotto i ponti. La nuova legge, approvata nel 2015, a cui abbiamo lavorato per 4 anni, certamente troppi per i miei gusti, non vedrà mai la luce. Entrerà in vigore solo quando si stipulerà un contratto collettivo d’obbligatorietà generale nel settore della vendita. Dunque mai.

C’è chi, molti per la verità, non desidera la sindacalizzazione del settore. La protezione del personale impiegato è tuttavia ancorata alla Legge federale sul lavoro. In Ticino vi è poi un contratto normale per il personale impiegato nel ramo della vendita (negozi sotto i 10 dipendenti) che indica, ad esempio, i salari minimi vincolanti. Chi contravviene, gli approfittatori per parlarci chiaro, possono essere sanzionati in base alla Legge sui lavoratori distaccati, con multe fino a fr. 40’000.-. E dobbiamo essere severissimi con questi personaggi che rovinano il settore. I ticinesi hanno poi approvato l’iniziativa salviamo il lavoro dei Verdi. Il nuovo articolo costituzionale prevede un salario minimo dignitoso. L’iniziativa “prima i nostri” dell’UDC intende infine applicare la clausola della preferenza indigena esattamente come scritto nell’articolo costituzionale del 9 febbraio. Il lavoro prima ai residenti. Cosa manca? Penso manchi un briciolo di libertà. La nuova legge permetteva un prolungamento degli orari di apertura di mezz’ora e su questo punto si è scatenata una guerra di religione. Come se fossimo nel momento più roseo della nostra economia, come se non risentissimo della concorrenza italiana, come se il franco forte riguardasse qualcun altro. E poi se penso che 11 Cantoni in Svizzera, dico 11, non hanno la Legge sull’apertura dei negozi mi chiedo dove stiamo sbagliando. E sì, perché la Legge sull’apertura dei negozi è una disposizione che non ha come obiettivo quello di regolare i rapporti tra dipendenti e datore di lavoro. Indica unicamente gli orari in cui puoi aprire il tuo commercio. Io penso, in tutta franchezza, che i commerci debbano restare aperti quando il commerciante è convinto di poter vendere la propria merce. Se non guadagnassero nulla non vedo perché impiegare delle risorse. Ma se c’è gente non vedo perché dovrei essere obbligato a tenere chiuso. A questo proposito, come la mettiamo con la domenica? Anche in questo caso la Legge federale sul lavoro parla chiaro. È possibile occupare il personale solo  4 domeniche all’anno. Ora, torniamo al nocciolo. Perché Cantoni come Zurigo, Basilea Campagna, Argovia vivono benissimo anche senza una legge sull’apertura dei negozi? Senza uno Stato che ti imponga di chiudere le tue serrande quando decide lui? Al limite concepisco e potrei sostenere una Legge sugli orari d’apertura dei negozi a livello comunale sullo stile del Canton Grigioni e del Canton Vaud. Il Comune che desidera regolamentare le attività sul suo territorio per motivi di ordine pubblico potrebbe avere il diritto di farlo. Ma forse, al di là di questa opzione, è ora di aver coraggio. È ora di abrogare leggi che minano i nostri commerci, diminuiscono la nostra attrattività e restringono la nostra libertà. Leggi vecchie non più al passo coi tempi, con l’economia e con la società. Se penso a quanto sopra, il quesito a sapere se domenica 27 dicembre 2015 i negozi debbano restare aperti, prende un altro risvolto. E mi ricorda il tristemente ironico detto: “l’operazione è riuscita ma il paziente è morto”.

Marco Chiesa, Gran Consigliere UDC e candidato al Consiglio nazionale