I rapporti tra Svizzera e Italia secondo l’UDC

Ecco l’intervento del CN Pierre Rusconi, candidato uscente, alla conferenza stampa prima della festa “UDC tra la gente” del 26.09.2015.

Come purtroppo siamo stati abituati negli ultimi tempi, l’ago della bilancia nei rapporti tra il nostro paese e altre nazioni o regioni tende al negativo. Il nostro Consiglio federale è sempre ansioso di accordarsi dimenticando molto spesso di negoziare in modo deciso il benessere del nostro paese.

Questo purtroppo è il caso anche per quanto riguarda i recenti accordi stipulati con l’Italia. Partendo dagli accordi di scambio multilaterale di dati che si è rivelato al quanto unilaterale, e purtroppo non solo nei confronti della vicina penisola. La Svizzera è ancora nella Blacklist italiana nonostante fosse una delle questioni più importanti per la sottoscrizione degli accordi, le nostre banche seguono però minuziosamente le regole dettate dai nostri vicini. Come se questi disastrati accordi non fossero sufficienti, il Consiglio Federale si appresta a firmarne altri a livello europeo sempre nello stesso ambito, le conseguenze per la piazza finanziaria svizzera e quella ticinese in particolare non vengono minimamente prese in considerazione, ancora una volta il nostro Governo si è piegato al volere di nazioni estere che finora non hanno mantenuto pressoché nulla di quanto promesso nei vari accordi.

La Berna Federale non ha ancora capito che gli altri paesi quando negoziano fanno esclusivamente i propri interessi, esattamente come ha sempre fatto l’Italia, ma i nostri Consiglieri Federali continuano imperterriti a credere a Gesù bambino, lo stesso che ancora deve portarci la Mendrisio-Arcisate, lo stesso dei Park&Ride e lo stesso che ci dovrebbe togliere dalla Blaklist e dare l’accesso ai mercati.
8 mesi fa, tutta la deputazione ticinese a Berna ha voluto dare fiducia alla Consigliera Federale Widmer-Schlumpf che prometteva di aiutare il Ticino chiedendoci però di non bloccare i ristorni ai frontalieri, ebbene, stiamo ancora aspettando, non sappiamo nemmeno più esattamente che cosa stiamo aspettando.

Questa situazione deve cambiare, il benessere che il popolo svizzero si è creato non va svenduto per placare le gelosie altrui, bisogna intervenire in modo deciso e negoziare in favore dell’economia svizzera e ticinese, che sta attraversando un periodo di crisi e chi non lo vede è solo perché non lo vuole vedere. Ci lasciamo troppo spesso spaventare dai ricatti, in primis per quanto riguarda il 9 febbraio, che la libera circolazione abbia portato dei vantaggi alla Svizzera è ancora tutto da verificare, ma noi continuiamo a cedere alle volontà altrui. Nessuno mette in dubbio che l’Italia sia un importante partner commerciale per il Ticino e che l’interazione delle nostre realtà sia di vitale importanza, ma il rapporto deve essere paritario.

La nostra frazione in parlamento è forte, con la speranza che si rafforzi ancora di più dopo le elezioni di ottobre, mi auguro vivamente che il prossimo esecutivo riesca a risolvere i problemi del Ticino.
Non per forza ci deve essere un ticinese in Governo e sono contrario all’aumento dei Consiglieri Federali, credo invece che sia fondamentale avere le persone giuste indipendentemente dal loro cantone di provenienza, siamo una Confederazione e il nostro Governo deve fare gli interessi di tutti i Cantoni.

Pierre Rusconi, Consigliere nazionale UDC e candidato uscente