Le Finanze pubbliche secondo l’UDC

Ecco l’intervento del candidato al CN Tiziano Galeazzi alla conferenza stampa prima della festa “UDC tra la gente” del 26.09.2015.

L’UDC svizzera è sempre sta molto attenta e vigile sul contenimento della spesa pubblica, questo a tutti i livelli istituzionali del Paese. Dalla Confederazione ai cantoni per scendere fino ai singoli comuni. In tutte le amministrazioni vi è la tendenza di risparmiare laddove non è la vera necessità, ma poi ci si dimenticano settori che meritano una revisione dei costi e dei compiti. Sebbene si riesca ancora oggi a ottenere un PIL positivo e avanzi d’esercizio sui bilanci confederati, si possono notare delle insane evoluzioni delle spese amministrative. Sempre più servizi e sempre più personale implicano un amento dei costi. L’UDC auspica che si possano al più presto portare correttivi anche in questi settori “elefanteschi” e migliorare cosi la razionalizzazione e l’efficacia. Anche l’amministrazione federale, come quelle cantonali, dovrà improntare una “politica” più aziendale che pubblico-amministrativa. Gonfiare la rana non serve a nulla se non a aumentare di conseguenza le tasse per mantenerla. Troppo facile far quadrare in parte i conti aumentando “balzelli, tasse e prelievi”, com’è troppo facile spremere alcuni settori (vedi automobilisti, tasse sui carburanti, vignette, mobility pricing) per far quadrare i conti in tutt’altri bilanci settoriali, che sono perennemente in deficit e sopravalutati. Non parliamo poi dei fondi di coesione internazionali che ogni anno dobbiamo pagare a Paesi terzi. Soldi che ovviamente vengono a mancare nel bilancio svizzero e che non portano nulla di ritorno in contropartita alle nostre attività economiche.

Non dimentichiamo poi gli aspetti della forza del franco svizzero, che oggi penalizza quasi tutti i settori economici. Specie il settore turistico e PMI (piccola media impresa). Proprio quest’ultimo fiore all’occhiello dell’humus economico nazionale. L’UDC per vocazione dalla sua nascita, ha sempre protetto e curato i settori primari e secondari, per poi con il tempo arrivare a quello terziario, corrispondente alla finanza e ai servizi in generale.
L’UDC, partito del ceto medio, auspica, come tutti, un maggior controllo e un maggior rigore sulle finanze confederate, cantonali e comunali. Auspica una politica finanziaria forte e meno invasiva dal profilo delle tasse in generale. Cosi come uno Stato snello nella sua funzionalità.
Se si uccide lo strato portante (medie e piccole aziende a condotta famigliare o meno) di un’economia come quella Svizzera, ben presto ci ritroveremo con un carico fiscale simile ai nostri vicini confinanti e a una disoccupazione galoppante nella media europea superiore al 10%.
In un economia sana vi sono molte variabili che dovrebbero interconnettersi: Dal tessuto operativo-imprenditoriale (imprenditori formati e preparati che rischiano il proprio capitale e quello preso in prestito), all’onesto e giusto carico fiscale dello Stato, alla possibilità di poter offrire maggior lavoro ai propri concittadini residenti, (giovani e meno giovani formati e qualificati contenendo la disoccupazione) ai prodotti forniti altamente qualitativi richiesti dal mercato (marketing oriented) e a una sana convivenza concorrenziale sia interna che esterna al nostro paese. Ovviamente le incognite e gli ostacoli di fronte a uno scenario cosi idilliaco sono molteplici, ma la politica ha il compito di fornire tutte le condizioni quadro per far prosperare e creare benessere alla propria popolazione e alla propria economia, sia essa di piccole, medie o grandi dimensioni.

Tiziano Galeazzi, Candidato al Consiglio nazionale UDC