Lara Filippini – Intervista di “Amici delle Forze di Polizia”

  • Perché dovremmo votarla il prossimo 18 Ottobre ?

Perché penso che da sempre ho dimostrato di impegnarmi seriamente per una politica a favore della Svizzera e del Ticino.

  • Come si spiega che 66 nostri connazionali sono andati a combattere sotto le insegne dello Stato Islamico ?

Connazionali…..più che altro persone partite dalla Svizzera.

  • Lei gli ritirebbe il passaporto ?

A chi è stato a suo tempo naturalizzato, certamente sì. Ma ritirare il passaporto significa verosimilmente averglielo dato in passato. E questo è la conseguenza delle naturalizzazioni facili imposte dal 2000 arbitrariamente dal Tribunale federale, il quale ha trasformato un atto politico (concessione della cittadinanza) in un atto amministrativo (diritto alla cittadinanza).

  • A suo avviso i nostri servizi segreti hanno mezzi sufficienti per proteggere il nostro paese ? Se no cosa crede vada fatto ?

I mezzi non sono mai sufficienti, con un parlamento che continua a lesinare i fondi per la difesa. Per quanto riguarda i servizi segreti, non li conosco abbastanza bene (altrimenti non sarebbero segreti) per dire in dettaglio quanto vada fatto. Se sarò eletta, giuro che approfondirò il tema con il nostro consigliere federale Ueli Maurer.

  • Cosa pensa delle tecnologia a supporto delle forze di Polizia ?

Le forze di polizia sono un settore – come in generale quello della sicurezza, del resto – sulle quali non bisogna economizzare. Specialmente a fronte delle minacce sempre più incombenti dall’estero, le nostre forze di polizia devono essere sostenute sotto tutti gli aspetti, anche quello tecnologico se con questo s’intendono dispositivi di videosorveglianza o di registrazione allo scopo di prevenire crimini  o facilitare le inchieste.

  • Cosa pensa del divieto di portare la burka in Ticino e del conseguente dibattito ?

Paese che vai usanze che trovi! L’ostentazione di una libertà che in quel paese non esiste, sarebbe un’offesa verso chi mi ospita. Quindi pretendo che chi viene da noi non nasconda il volto dietro burqa, in ossequio a una – peraltro malintesa – interpretazione di una religione che non è la nostra. Oltre, ovviamente, alla necessità di tutelare la sicurezza che un viso coperto è potenzialmente suscettibile di attentare. Rinunciare in Ticino – come qualcuno auspicherebbe – all’applicazione della legge votata dal popolo, per meri motivi d’interesse (si perderebbero dei buoni clienti), è indegno e poco serio. Spero poi che entro termini ragionevoli, il divieto venga adottato a livello federale. Faciliterebbe il compito di chi è preposto a far rispettare la legge.

  • Cosa pensa delle giovani donne che partono dall’Europa per Iraq, Siria e Libia per diventare mogli di feroci combattenti ?

Non ne ho una particolare stima e ne impedirei comunque il ritorno in Svizzera quando cambiassero idea. Troppo facile partire e poi frignare per poter tornare a casa e men che meno pagherei loro un’eventuale riscatto.

  • Crede che l’Islam possa essere considerato anche da noi un problema nel medio periodo ?

A  medio o a lungo termine, il pericolo sussiste. Con la naturalizzazione sistematica di chiunque ne faccia richiesta c’è da aspettarsi che presto o tardi, come già succede in altri paesi, nasca un partito islamico svizzero. E con il loro tasso di prolificazione (al contrario della nostra mentalità che ci fa preoccupare per l’avvenire dei nostri figli e quindi metterne al mondo con una certa prudenza, la cultura della maggior parte di questa gente considera ogni figlio come un “bastone per la vecchiaia”, e quindi più figli = più benessere futuro), un giorno o l’altro avrebbero una maggioranza sufficiente in parlamento per imporci DE TUTTO LEGALMENTE la sharia. È un pericolo concreto, anche se la maggior parte della gente non vuole rendersene conto.

  • Voterebbe una messa al bando nel nostro paese dell’organizzazione dei “Fratelli Musulmani” ?

Sì.

  • Come giudica la drammatica situazione dei migranti in Europa ?

La situazione dei migranti in Europa (di cui, non dimentichiamolo, i veri profughi sono una minimissima parte) è drammatica perché così la si vuole da parte dei governi europei. Lo statuto di rifugiato va concesso, conformemente alla Convenzione di Ginevra, unicamente a chi in patria è minacciato nella sua vita e nella sua integrità fisica. Tutti gli altri non possono essere trattati alla stessa stregua, anche se umanamente suscitano compassione e comprensione. Purtroppo, nascondendosi dietro al miraggio di una soluzione globale, di concreto per risolvere il problema non si fa niente. E addirittura si rimproverano quei paesi che si danno da fare per trovare almeno una soluzione locale. Mentre se l’UE fosse formata da 28 Ungherie, ci sarebbero 28 soluzioni locali grazie alle quali il problema globale non sussisterebbe nemmeno più.

  • Cosa dovrebbe fare il nostro paese concretamente ?

Applicare con fermezza la Convenzione di Ginevra, dando rifugio esclusivamente ai veri profughi e rimpatriando senza remore tutti gli altri, assieme ai clandestini. Niente “ammissioni provvisorie”, un solo livello di ricorso contro la decisione negativa, e stare lontani da tutti i progetti di assistenza comunitari. In due parole, l’esatto contrario di quanto sta facendo la consigliera federale Simonetta Sommaruga.

  • Raddopppio del Gottardo, pro o contro ?

Assolutamente a favore!

  • Quali le sue motivazioni ?

Quelle di qualsiasi persona dotata di buonsenso. Innanzitutto la sicurezza. Il San Gottardo è chiuso più volte a settimana per incidenti o anche per semplici panne. Pochi chilometri più in là c’è il Seelisberg a due tubi, e non vi succede mai niente. Rifiutare questa semplice argomentazione è indice di ottusità.

C’è poi la questione dell’isolamento del Ticino da evitare durante i lavori di risanamento dell’attuale galleria.

  • Che idea si è fatto della vicenda “ Polizia Unica “nel nostro Cantone ?

L’idea, di per sé, ci può anche stare. Il fatto è che la legge sulla collaborazione fra la polizia cantonale e le polizie comunali è entrata in vigore solo nel 2012. Diamo prima tempo a cantone e comuni di metabolizzare questa legge, poi riparliamo di polizia unica. Il colpo di gas dato al progetto di polizia unica – in particolare dandogli già dei termini per le tappe d’attuazione – è stato prematuro e intempestivo. Come detto, niente contro la polizia unica, ma un passo alla volta.

  • Come immagina il nostro Cantone nei prossimi venti anni ?

Un cantone da favola… se solo l’UDC avesse il 50,1% dei consensi. Sono belle, qualche volta, le utopie.

Lara Filippini, Candidata al Consiglio nazionale UDC