LA DIFESA NAZIONALE SEDUTA AL “CAMP NOU” DI BARCELLONA

Possiamo raccontarla come vogliamo, ma con la riduzione del nostro Esercito ben presto lo potremo accomodare all’interno dello stadio di Barcellona, il famoso Camp Nou, dalla capienza di ca. 100’000 spettatori.

Con questo paragone sorgono moltissime domande, una su tutte potrebbe essere: la difesa di una nazione, benché piccola come la nostra, potrebbe essere garantita veramente da un Esercito ridotto a “pelle e ossa” come quello previsto? Personalmente ho dubbi, e francamente mi chiedo se a questo punto non varrebbe la pena farsi difendere da nazioni terze attorno a noi, pagando le fatture di prestazione ogni fine mese. Eppure, se questa provocazione può sembrare forte, una ancora più oscena è giunta al pubblico in questi giorni: mi riferisco al lancio del referendum contro la legge sui “Servizi informazioni della Confederazione” (SIC). Le baggianate con cui un gruppo di pellegrini rosso-verdi giustifica il valore di tale raccolta firme suonano come un’assurdità demenziale: si passa dagli scandali della guerra fredda e le schedature degli anni ’80 agli scenari dei film di James Bond, fino all’ipotetico controllo dell’apparato istituzionale da parte dei militari (colpo di Stato) e al controllo globale delle persone e della loro privacy, manco avessimo i mezzi per controllare tutta la popolazione che vive in Svizzera, fino alla guerra cybernetica. Se ciò arriva dal presidente di gioventù socialista svizzera, indottrinato dai libri di scuola e con la bocca ancora sporca di latte, passi, ma quando in ballo sono la Vice presidente dei Verdi, Rytz, e il CN socialista, Schwaab, c’è da chiedersi veramente in che mondo vivano: siedono in Parlamento ma non hanno ancora capito che cosa veramente stia succedendo attorno a noi e all’interno della nostra Confederazione.
Non hanno forse letto, o magari gli è comodo ignorare, alcuni rapporti del SIC, dove più di cento simpatizzanti della “guerra santa” (in più anni) sono partiti per il fronte verso Est. Non hanno forse realizzato, questi deputati, che non tutti potrebbero lasciare la scorza nei luoghi delle battaglie e potrebbero un giorno tornare da noi con altri loro compagni, ben addestrati, gasati e pronti al martirio in nome della loro fede o di chi di dovere.
Abbiamo il SIC che risulta essere il più controllato e ristretto Servizio di tutto il mondo. Nessun altro Paese ha nelle proprie Istituzioni la facoltà di controllare perfino la carta igienica (uso, dimensioni e costo) usata in tale settore.
Per cui codesti pellegrini, chiaramente con i piedini al caldo e senza particolar pensieri notturni, vorrebbero negare, nel nome della privacy, il miglioramento dei mezzi di controllo per monitorare potenziali minacce in Svizzera. E’ indubbio che la privacy sia sacra per tutti, ma chi non ha nulla da nascondere non ha ragione di preoccuparsi. Anzi, nei tempi in cui seguaci della nuova minaccia globale (ISIS) si aggirano per i continenti indisturbati, dovrebbe far piacere poter contare su maggior controllo ed efficienza, con nuovi mezzi e leggi, dei nostri Servizi informativi, cosi come dovrebbe essere per l’Esercito in sè, se dovesse essere chiamato a far fronte a un impiego.
Una domanda vien spontanea per questi referendisti hollywoodiani che hanno paura d’essere controllati o di avere compagni di merenda controllati dall’Intelligence. – In quanti social networks siete iscritti? Informatevi bene dove passano e tutti i vostri dati e le vostre fotografie in vacanza, con o senza i vostri peluche o Taddy bear, che postate. Dal grande fratello…

Tiziano Galeazzi, candidato UDC al Consiglio Nazionale