Asfaltiamo il buonismo e l’intellighenzia: pensiamo alle vittime, non all’interesse dei criminali!

L’UDC Ticino ha appreso dal sondaggio del quotidiano 20Minuten che l’iniziativa per l’attuazione dell’espulsione degli stranieri criminali sarebbe ormai sulla via del fallimento e data per morta.

Invitiamo i sostenitori dell’iniziativa a diffidare di questi dati che non necessariamente sono diffusi per informare correttamente il pubblico, quanto per influenzarne il voto, inducendo i fautori del sì a non recarsi alle urne perché tanto la battaglia sarebbe già persa in partenza.

L’UDC Ticino ricorda che l’iniziativa per l’attuazione s’è resa necessaria di fronte alla melina messa in atto dal Consiglio federale e dal Parlamento che, dopo quasi due anni dall’accettazione popolare, non avevano ancora elaborato una legge d’applicazione della prima norma costituzionale concernente l’espulsione degli stranieri che commettono reati. E quando – dopo quasi cinque anni e sotto il pungolo dell’iniziativa che voteremo il 28 febbraio – hanno finalmente onorato il loro mandato, l’hanno fatto introducendo una clausola per i casi di rigore (in effetti una clausola per la tutela dei criminali) che, oltre ad essere già stata respinta dal popolo con il NO al controprogetto del 2010, vanifica gran parte dell’effetto voluto dagli iniziativisti lasciando ai giudici un margine d’apprezzamento, di cui hanno già finora dimostrato di abusare, a favore dei delinquenti (solo per fare un paio di esempi, citiamo il caso del pirata della strada Nekti T. cui, nonostante abbia ucciso una ragazza ventunenne investendola durante una corsa illegale, il Tribunale federale ha revocato il ritiro del permesso di soggiorno. O il criminale straniero A. cui sono state necessarie 19 condanne penali affinché fosse finalmente espulso. E di casi altrettanto significativi ce ne sono altri).

In queste ultime settimane il fronte contrario s’è mobilitato in massa, supportato praticamente da tutti i partiti salvo UDC, Lega e MCG, dalle organizzazioni buoniste sempre pronte a spendere per gli altri, fra cui nella fattispecie i criminali, il denaro nostro (dei contribuenti fra cui, sempre nella fattispecie, le vittime dei reati) e di un’autoproclamata “intellighenzia” che sa sempre meglio dello stupido popolino cosa sia la cosa giusta per il paese. Una cosa del genere l’avevamo già vissuta nel 1992 con la votazione sull’adesione allo Spazio economico europeo, ma non con un’azione di tale intensità. E non si sono sprecate le menzogne e le affermazioni più assurde. Nonostante il preciso catalogo di delitti contemplato dall’iniziativa – che assolutamente non contiene alcun “reato-bagattella” – si è continuato a battere sul chiodo del furto di una mela o della multa per eccesso di velocità che, accumulati, porterebbero all’espulsione obbligatoria dell’amico vicino di casa con il solo torto di essere straniero. È un’assurdità, come detto, ma a furia di ripeterla qualcuno ci crede.

L’UDC Ticino ricorda gli scopi principali dell’iniziativa:

  1. Espellere dal paese chi commette reati gravi affinché non possa ripeterli perlomeno in Svizzera, il che giova alla nostra sicurezza. Di tutte le persone che vivono in Svizzera (svizzeri o stranieri che siano).
  2. Tutelare gli interessi delle vittime – reali o potenziali – indipendentemente da quali siano quelli dei criminali.
  3. Impedire che, con dei cavilli legali, i giudici abbiano la facoltà di non applicare l’espulsione nei confronti di chi si macchia di delitti anche gravissimi, come invece purtroppo succede oggi.
  4. Ridurre i costi d’esecuzione delle pene che oggi, annualmente, ammontano a oltre 700 milioni di franchi.

Per concludere, chi pensa alla venditrice di un chiosco annesso a una stazione di benzina che subisce una rapina a mano armata, o alla vittima di uno stupro o di altri atti di violenza, vota SÌ; chi invece preferisce privilegiare gli stranieri condannati, che lo scorso anno hanno raggiunto la non indifferente cifra di 57’000, vota NO.

UDC Ticino