L’ennesima presa per i fondelli di un Consiglio federale succube dell’UE

L’UDC Ticino ha preso atto della proposta d’attuazione dell’articolo costituzionale 121a sull’immigrazione, che il Consiglio federale ha presentato oggi, e non può esimersi dall’esprimere tutto il suo sdegno per questa ennesima presa per i fondelli del popolo Svizzero. Dopo oltre due anni dalla votazione, dalla montagna è uscito il classico topolino, nella fattispecie però privo degli organi più importanti, in particolare per il Ticino, la clausola della preferenza indigena e i frontalieri.

Il problema di far accettare la clausola di salvaguardia all’UE è stato risolto con un miserabile trucchetto da Mago Forrest: detta clausola scatterà infatti solo se si raggiungerà un valore-soglia d’immigrati che però, furbescamente, ci si guarda bene dal definire demandandolo a una futura “commissione della migrazione”. Il che si traduce in un valore-soglia che sarà stabilito abbastanza in alto da renderlo irraggiungibile, vanificando così l’inserimento della clausola di salvaguardia.

Non considerare poi nella legge i lavoratori frontalieri, significa semplicemente poter attingere liberamente a questa categoria di lavoratori stranieri che, subentrando il contingentamento solo quando il valore-soglia fosse raggiunto (e, come detto, questa ipotesi è decisamente improbabile) potranno aumentare a dismisura senza che vi si possa porre un freno.

A ciò si aggiunge poi la nebulosità dell’intero progetto che, demandando diverse decisioni a future ordinanze, il Consiglio federale chiede al Parlamento di approvare praticamente a scatola chiusa, fidandosi, per ciò che riguarda i punti in sospeso, della sua saggezza e del suo buonsenso, doti che peraltro non ha sempre dimostrato di possedere.

Con le citate omissioni (preferenza indigena e frontalieri, espressamente citati nell’articolo 121a approvato da popolo e cantoni il 9 febbraio 2014) il progetto di legge è chiaramente incostituzionale e l’UDC Ticino spera vivamente che il Parlamento respingerà questo ennesimo atto di servilismo nei confronti dell’UE da parte di un governo nazionale i cui attributi non si scorgono più neppure con l’aiuto di un microscopio. Conta pure, ovviamente, sull’energica opposizione della nostra deputazione cantonale alle Camere, visto che le carenze citate toccano il Ticino in modo più acuto che non altri cantoni.

Un’accettazione di questo progetto da parte del Parlamento comporterebbe verosimilmente il lancio di un’ennesima iniziativa popolare volta a rescindere “tout court” l’accordo di libera circolazione delle persone, azione che UDC Ticino non  auspica in modo particolare ma che, se del caso, è pronta a sostenere con tutte le sue forze.

UDC Ticino