La manovra di rientro da 180 mio del Consiglio di Stato: tasse, tasse e ancora tasse!

L’Unione Democratica di Centro sezione Ticino ha preso visione del progetto presentato oggi dal Consiglio di Stato, che prevede una manovra di rientro da 180 mio entro la fine del quadriennio 2015 – 2019.

Purtroppo, le preoccupazioni che la tanto esacerbata manovra fosse l’ennesima mazzata per i Ticinesi, hanno trovato conferma con la presentazione al pubblico del documento.
Comprendiamo che l’esercizio di far rientrare i conti dopo anni di “gestione allegra”sia tutt’altro che facile, ma il fatto è che, in sintesi, la manovra prevede più di 50 milioni l’anno di maggiori tasse a carico dei Ticinesi, contro soli 35 milioni di contenimento delle spese, spese che globalmente tendono comunque ad aumentare. All’aumento dei valori di stima che andrà a colpire i proprietari di immobili, si aggiungono molte altre tasse per cercare di arginare la voragine creata da una spesa eccessivamente alta. Il riallineamento – eufemismo per “aumento” – delle imposte di circolazione e l’adeguamento delle deduzioni chilometriche per uso del veicolo privato dal domicilio al luogo di lavoro, vanno poi a colpire in particolare la già super-tartassata categoria degli automobilisti. E non dimentichiamo che, nemmeno un anno fa, ben il 67% dei Ticinesi votanti ha detto NO all’aumento della tassa di circolazione: e oggi si pretende di aggirare la peraltro chiara volontà popolare con un’acrobazia semantica (riallineamento)?
Le misure volte a ridimensionare e adattare ai tempi odierni l’amministrazione porteranno benefici solamente nell’ordine di circa 10 mio l’anno.

L’UDC si è sempre opposta a degli aumenti ingiustificati di tasse e imposte che hanno l’unico scopo di permettere allo Stato di mantenere, se non aumentare, la spesa pubblica. Riteniamo che i margini di manovra per ridurre l’impatto della spesa siano molto, ma molto più importanti.
Basti pensare al potenziale di risparmio generato dai pensionamenti dei dipendenti pubblici – si stima che nei prossimi 5 anni quasi 1’000 dipendenti pubblici termineranno la propria carriera – che si attesta a un massimo di 120 mio l’anno. L’occasione dovrebbe essere propizia per approfittare di questa opportunità per valutare attentamente quali profili potranno non essere rinnovati e quali potranno invece essere rinnovati con risorse interne.
Nella conferenza stampa il Governo ha presentato la misura come coraggiosa e ambiziosa, due aggettivi che non rispecchiano il progetto “Manovra di rientro da 180Mio”.

L’UDC si dichiara delusa del progetto Governativo in quanto è l’ennesima stangata, in modo particolare per il ceto medio, e perché agisce in modo eccessivo sulle entrate, relegando la diminuzione delle uscite a tema quasi da dimenticare.

UDC Ticino