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200 CHF BASTANO!

Il 31 maggio 2022, dei membri del Comitato apartitico d’iniziativa SSR «200 franchi bastano!» raccolgono sulla Waisenhausplatz di Berna le prime firme a sostegno dell’iniziatva.

“200 franchi bastano!”: 200 palloncini rossi hanno segnato, il 31 maggio 2022 sulla Waisenhausplatz di Berna, l’inizio della raccolta delle firme per l’iniziativa SSR. Diversi membri del Comitato apartitico si sono radunati per raccogliere le prime firme presso la popolazione.

L’iniziativa chiede che il canone radiotelevisivo annuo di 335 franchi per economia domestica, che oggi è il più caro del mondo, sia limitato a 200 franchi. Il co-presidente del comitato d’iniziativa, il consigliere nazionale Thomas Matter (UDC), è motivato: “Sono lieto che oggi possiamo iniziare a raccogliere le firme. I canoni obbligatori della SSR, pari a 335 franchi, sono troppo alti. Una riduzione a 200 franchi incontrerà il favore della popolazione, perché il consumo dei media è cambiato molto”.

L’iniziativa abolisce anche il prelievo della SSR per le imprese e per le aziende commerciali. Ciò soddisfa il co-presidente del Comitato Hans-Ulrich Bigler, direttore dell’Unione svizzera delle arti e mestieri: “L’iniziativa abolisce l’ingiustificata doppia imposizione. È giusto esentare le aziende dal canone SSR!”

Il co-presidente del Comitato Matthias Müller, presidente dei Giovani liberali svizzeri, ricorda il consumo mediatico dei giovani. Dice: “Molti giovani non usano quasi mai i canali della SSR e quindi si stupiscono quando ricevono la bolletta Serafe di 335 franchi. L’iniziativa alleggerisce l’onere per i giovani, che devono finanziare un servizio di cui non usufruiscono quasi mai.

Per il co-presidente del Comitato Marco Chiesa, Consigliere agli Stati e presidente di UDC Svizzera, l’iniziativa stabilisce le giuste priorità: “L’iniziativa prevede che le minoranze linguistiche continuino a ricevere programmi di un valore pari a quelli della radiotelevisione svizzero-tedesca SRF, grazie alla perequazione finanziaria. Inoltre, l’iniziativa vuole che le radio e le televisioni private continuino a ricevere almeno l’attuale quota del canone”, sottolinea Chiesa.

Il co-presidente del Comitato, consigliere nazionale Gregor Rutz (UDC), è preoccupato per il fatto che la SSR sia attualmente attiva in aree di mercato che non rientrano nel suo mandato di concessione. “La portata del mandato di servizio di base della SSR deve essere discussa con urgenza. La nostra iniziativa lo garantisce”, afferma Rutz.

Il comitato apartitico ha tempo fino al 1° dicembre 2023 per raccogliere le 100.000 firme necessarie. Con l’inizio della raccolta sulla Waisenhausplatz, la raccolta di firme è stata lanciata in tutta la Svizzera.

Scaricare il formulario di raccolta firme ora!

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09.08.2020
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