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Come riprenderci il nostro futuro? Fermando le politiche di sinistra!

Come quattro anni fa, tutti parlano del problema (il mercato del lavoro) ma pochi di soluzioni. Di certo non un alto salario minimo, come vogliono i socialisti sparsi nei partiti. Tanto più alto sarà, tanto più gambizzerà i nostri giovani alle prime armi. Inoltre, farà partire la faida tra nuovi arroganti frontalieri iperqualificati e quelli di lunga data, che abbiamo sempre apprezzato perché complementari a noi residenti.

Per riprenderci il futuro dai socialisti di tutti i partiti, dobbiamo fare l’opposto di quello che vogliono loro. Dobbiamo ridare fiducia e spazio alle famiglie, alla società civile e alle imprese. E dobbiamo riformare in modo costruttivo la scuola, restituendo al docente la centralità del suo ruolo, ma anche la responsabilità che comporta. Siamo un fiume di idee e proposte, vi riassumo solo quelle già messe in pista in questi quattro anni.

Siamo stati noi dell’UDC a lanciare il referendum contro la deleteria riforma “La Scuola che verrà” (SCV), voluta da Bertoli e sostenuta in Parlamento da PS, PLR e PPD. Compatti. La vittoria non è per niente solo merito nostro. Persino docenti di sinistra hanno bloccato la SCV. Il nostro merito è di aver preso politicamente in mano la situazione. Al contrario degli altri partiti, abbiamo fatto anche proposte concrete, ora in discussione. Vorremmo una riforma dei livelli a favore della formazione professionale, che le aziende abbiano maggiori deduzioni fiscali per i costi degli apprendisti, che il tedesco sia la prima lingua straniera insegnata, che si possano tenere le lezioni anche in francese, tedesco o inglese, che il 23 settembre di ogni anno (data della bocciatura della SCV) ci siano le porte aperte nelle scuole ticinesi per coinvolgere genitori e società civile. Più altre 30 modifiche della legge sulla scuola per dare più autonomia ai docenti e alle sedi e mettere il DECS a loro disposizione, il contrario di oggi.

In questi quattro anni abbiamo inoltre fatto più di 20 proposte fiscali. Sono tutte concrete modifiche della legge tributaria pronte all’uso, non semplici bla bla di principio. Abbiamo per esempio proposto di rendere completamente deducibili i premi di cassa malati. Di bloccare il valore locativo (come già nel Canton Grigioni!) agli anziani che dopo decenni di sacrifici hanno la colpa di vivere senza debiti in casa propria con l’AVS e qualche risparmio. Di ridurre la tassa sugli utili immobiliari. Di ridurre del 10% le imposte al ceto medio. Di defiscalizzare gli artigiani ticinesi che vanno in pensione (come già si fa a livello svizzero!). Di dare maggiore libertà ai Comuni nella scelta del moltiplicatore. Di aumentare la deducibilità delle donazioni ad enti caritatevoli e di pubblica utilità, che aiutano i bisognosi e producono cultura in modo ben più efficiente della burocrazia di Bellinzona. Eccetera.

Abbiamo fatto davvero tanto e ancor più vogliamo fare fino al 2023. Facciamolo sapere e facciamo votare scheda UDC!

Paolo Pamini, candidato UDC in Gran Consiglio

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