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Da una parte i sacrifici e dall’altra lo sperpero

È chiaro a tutti che il prossimo 9 giugno non andremo a votare solo sul credito per l’acquisto del Palazzo EFG, bensì su tutta una serie di crediti successivi, per complessivi circa Fr.300 mio, senza contare i futuri sforamenti che ormai sono diventati tristemente una prassi.

Non sono contro nel voler dare una sede dignitosa all’apparato giudiziario, ci mancherebbe! Lo stato dell’attuale Palazzo di giustizia è sotto gli occhi di tutti: la posa di vasche di contenimento sul soffitto per lo scolo dell’acqua è indecente, gli uffici in scantinati senza bagni sono scandalosi, gli scatoloni ovunque, che danno l’impressione di traslochi imminenti sono indecorosi, la mancanza di aria condizionata che fa boccheggiare dal caldo in estate, pone seri quesiti sulle condizioni di lavoro dei magistrati. La lista è lunga. È un dato di fatto che l’attuale Palazzo di giustizia ha bisogno di interventi urgenti, ma senza attendere il 2036 (data prevista, se tutto va bene per l’inizio dei lavori). Ritengo dunque che i termini finanziari dell’acquisto del Palazzo EFG, così come proposti, sono uno spreco di denaro pubblico.

I milioni che si risparmierebbero tornando al tavolo dei negoziati e rivedendo l’iter dell’intera operazione (questa volta senza nicchiare per anni), potrebbero essere impiegati laddove l’apparato giudiziario ha bisogno, ossia in un suo imminente potenziamento. È noto che da anni la giustizia è in affanno e sottoposta ad un sovraccarico di lavoro, a scapito del principio della celerità, che è alla base dello Stato di diritto. Nel 2023 l’apparato è stato potenziato con soli 2 magistrati, a confronto dell’amministrazione pubblica, che è certamente sovradimensionata. Il denaro risparmiato potrebbe essere utilizzato ad esempio per potenziare la Pretura Penale, oppure la magistratura dei minorenni, dove è inconcepibile che la Giudice e la sua sostituta debbano alternarsi nei picchietti ogni 2 settimane, per 12 mesi all’anno. Se l’acquisto del Palazzo EFG dovese avvenire nei termini proposti, i soldi per i potenziamenti non ci saranno più per anni! È ora e tempo che la politica esca dalle rigide logiche settoriali.

I risparmi sugli investimenti, in questo caso sul prezzo e sui costi correlati, possono e devono essere destinati ad altri bisogni impellenti della giustizia ticinese. Non si può pretendere di spendere così tanti milioni e dall’altra tagliare i salari dei dipendenti e i contributi alle case per anziani e altri enti. Invito tutti a riflettere su questo sperpero di denaro, quando a fine mese andrete a pagare la rata vostra delle imposte cantonali.

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