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Il mio impegno per un nuovo Ticino

Ai giorni nostri l’impegno politico per il proprio territorio e specialmente per le comunità che su questo territorio vivono, non è per nulla scontato. Termini roboanti come globalizzazione, marketing territoriale, speculazione difficilmente si coniugano con i nostri valori fondanti come lavoro e famiglia. Ma la nostra vita è comunque cambiata, incidendo su quei rapporti di comunità che hanno rappresentato sempre la nostra forza. La conseguenza evidente è stato anche uno scollamento fra cittadini e le loro legittime aspettative, da un lato, la politica e le istituzioni dall’altra.

Abbiamo pensato di gestire in modo ragionieristico la crisi economica internazionale, fenomeni come la libera circolazione o la fine del segreto bancario, come se non riguardassero la gente, come se non fossero destinati a incidere sulla qualità della vita delle nostre famiglie, dei nostri cittadini. E quando gli effetti devastanti sul lavoro, sul reddito, sul benessere del nostro Cantone, sono risultati evidenti a tutti, era già troppo tardi. Le certezze sulle quali avevamo costruito anche i sogni e le speranze per il futuro erano già state spazzate via.

Ora è venuto il momento di fermare questo vortice negativo, di ripensare con coraggio la struttura economica e di agire per la nostra comunità progettando e mettendo in opera strumenti, norme, forme di agevolazione che traguardino la prosperità, o piú semplicemente, la felicità. E ció puó accadere solo se la politica sarà un patrimonio comune e non una poltrona lontana dalla gente.

Da cittadino e da professionista attivo sulla piazza so che oggi non esiste alternativa: occorre reagire a tutela del proprio paese, cercando di ricreare quel benessere perduto, realizzando nuovi strumenti e nuove opportunità che non possono essere quelli del passato. Ma specialmente di tessere le fila di un nuovo patto sociale, che leghi la politica e chi in politica si impegna, con le comunità estese che rappresenta. Un patto che colga i bisogni reali, che non menta o sottovaluti i rischi presenti e futuri, che si basi sul coraggio delle idee piú che sulla conservazione dell’esistente o la riproposizione di modelli del passato che nel passato sono ormai confinati.

Ciò può avvenire in un unico modo: con impegno politico e dedizione in parlamento, sostenendo e lavorando a progetti di legge che permettano, da una parte, un rilancio economico, e, dall’altra, controllino la spesa pubblica. Tali progetti dovranno mirare a: (i) tutelare le piccole e medie imprese, favorendo la manodopera ticinese e svizzera, (ii) creare nei nostri giovani una cultura imprenditoriale, mai realmente attecchita sul territorio; (iii) inserire sgravi fiscali per chi investe e fa impresa, e chi favorisce la diffusione di tale cultura imprenditoriale. Si, anche attirando sul nostro territorio soggetti internazionali attraverso forme di vantaggio economico, ma consentendo loro di operare solo sulla base delle nostre regole del gioco.

Se l’obiettivo è il rilancio economico del territorio tramite la creazione di un ambiente attrattivo per la piccola e media impresa, dobbiamo pensare che questa impresa deve comunque essere mentalmente pronta a confrontarsi sui mercati, rivolgendo in particolare la sua attenzione ai giovani ticinesi, quei giovani che per troppo tempo sono cresciuti nell’illusione di un futuro garantito e che oggi sono pronti a rimboccarsi le maniche per costruirlo il loro futuro.

Candidandomi al Gran Consiglio mi candido specialmente a stare al loro fianco.

Avv. Adriano A. Sala, Candidato UDC in Gran Consiglio

 

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