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INTERROGAZIONE – Cosa cambierà in Ticino con l’ordinanza d’applicazione dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa?

In base ai conti globali del mercato del lavoro dell’Ufficio federale di Statistica del 2015, in Svizzera dovrebbero essere occupati in totale circa 700 000 posti all’anno, senza contare i posti occupati internamente alle aziende. A partire da questo dato, con un valore soglia del 5 per cento all’anno, si dovrebbero prevedere circa 218 000 annunci obbligatori (31% di 700 000). Nel 2016 erano già stati annunciati a titolo facoltativo presso il Servizio Pubblico di Collocamento circa 38 000 posti vacanti nei generi di professioni in questione, per cui, con un tasso di disoccupazione analogo a quello del 2016, si dovrebbero prevedere circa 180 000 posti supplementari da annunciare obbligatoriamente. Nel 2016 un obbligo di annuncio dei posti vacanti a partire dal 5% avrebbe interessato 88 dei 383 generi di professioni codificati dalla NSP 2000. Grazie al rapporto “spiegazioni concernenti l’avamprogetto di modifica dell’ordinanza sul collocamento: misure per persone in cerca di impiego” sono disponibili e analizzabili dati e simulazioni a livello nazionale riguardanti l’elenco delle professioni soggette all’obbligo di annuncio, il numero di posti soggetti all’annuncio, i posti già annunciati e i posti supplementari da annunciare calibrati sui valori soglia del tasso di disoccupazione. Grazie alle tabelle fornite è possibile dunque prendere atto che nei settori con un tasso di disoccupazione superiore al 5% sono comunque immigrati a vario titolo 59’000 lavoratori provenienti dall’estero sebbene le persone in cerca di impiego registrate nel nostro Paese che avevano già lavorato in questi ambiti fossero 187’000. Con il presente atto parlamentare chiedo la declinazione di questi dati presenti nelle tabelle nell’allegato 8 per il Canton Ticino. Al fine di dare immagine più chiara chiedo che i siano integrati con il numero di lavoratori frontalieri, sia a livello nazionale che a livello ticinese, che hanno ottenuto un posto di lavoro nel genere professionale che già registrava più del 5% di disoccupazione.

 

Marco Chiesa, Consigliere nazionale UDC

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