Archivi categoria: Comunicato stampa UDC Ticino

Nuova legge sulle commesse pubbliche, una partita giocata solo a metà.

Ieri il Parlamento cantonale ha approvato una revisione della Legge sulle commesse pubbliche (LCPubb) che porterà certamente un miglioramento generale alle condizioni del settore.

Un plauso all’emendamento Fonio/Jelmini volto a far sì che prima di impiegare manodopera iscritta alle agenzie interinali si debba verificare presso gli uffici regionali di collocamento la presenza di un disoccupato con le qualifiche richieste. Perchè però non andare fino in fondo al ragionamento e decidere, con coraggio, di favorire i disoccupati locali e non tutti coloro che si iscriveranno al collocamento. Questa procedura adottata dal Gran Consiglio ticinese, affossando l’emendamento UDC che attribuiva lo stesso vantaggio ma solo ai lavoratori indigeni, è la stessa soluzione adottata dal Parlamento federale in dicembre, voluta per non applicare il 9 febbraio e la preferenza indigena. Quante critiche sono piovute su quella decisione eppure ieri, ancora una volta, si è deciso di replicarla e di far sorridere l’Unione europea che evidentemente annuisce soddisfatta. Peccato, si è mancata un’occasione d’oro. Anche di applicare il concetto di “Prima i nostri”, evidentemente. Si è scelto di mettere sullo stesso piano lavoratori indigeni e lavoratori esteri, contrariamente a quando sancisce la nostra Costituzione. Il timore è che nei prossimi mesi e anni, anche consigliati e ben indirizzati dai sindacati, i lavoratori frontalieri ed europei in cerca di un’occupazione si iscrivano massicciamente agli uffici regionali di collocamento perchè, anche loro come i ticinesi, beneficeranno di questo aiuto statale pagato dai contribuenti del nostro Cantone. Insomma niente di nuovo sotto il sole, purtroppo.

La mancanza di coraggio da parte del Legislativo è stata inoltre evidente quando si è trattato di sostenere la proposta di emendamento della commissione speciale “Prima i nostri”, che proponeva di inserire nel paniere dei criteri di aggiudicazione delle commesse la preferenza indigena. A molti deputati sono tremate le gambe. Eppure si sarebbe trattato solo di uno dei tanti criteri a cui far capo, come il prezzo, l’attendibilità dello stesso, le referenze, la formazione degli apprendisti e molti altri. Un criterio esplicitamente sostenuto dal popolo ticinese che, infatti, ne ha inserito il principio nella Costituzione cantonale. L’impressione è che a parole tutti promettono di favorire i lavoratori residenti e le aziende che impiegano in modo particolare i ticinesi, ma poi alla fine, quando di tratta di pigiare l’apposito bottone, si trova sempre la scusa per non andare fino in fondo con decisione e soprattutto coerenza.

La nuova legge sulle commesse pubbliche (LCPubb) porta evidentemente un miglioramento generale alle regole del gioco, ma l’UDC non può che archiviarla come l’ennesima sconfitta dei lavoratori indigeni sacrificati sull’altare di interessi superiori.

UDC Ticino

 

Comitato cantonale UDC: “Prima i nostri” e 1° agosto

Il Comitato cantonale dell’UDC si è riunito martedì 19 luglio a Rivera con all’ordine del giorno due trattande: l’iniziativa popolare “Prima i nostri!” e i festeggiamenti del 1° agosto.

L’avvocato Tuto Rossi – estensore del testo dell’iniziativa – ha spiegato in dettaglio le differenze fra “Prima i nostri!” e il controprogetto adottato dal Gran Consiglio. Mentre che l’iniziativa dà un mandato chiaro alle autorità, aggiungendo alcuni paragrafi nella Costituzione cantonale cui, se l’iniziativa sarà accettata dal popolo il prossimo 25 settembre, sarà compito di Consiglio di Stato e Gran Consiglio far seguire una legge d’applicazione, il controprogetto è solo una serie di articoli puramente declamatori che lasceranno a chi ci governa la facoltà di applicarli o no, a seconda degli umori del momento. Mentre l’iniziativa è il riflesso del chiaro NO popolare alla libera circolazione delle persone sancito dal voto del 9 febbraio 2014 (NO che in Ticino ha ricevuto il 68,2% dei voti), il controprogetto subordina l’applicazione dell’iniziativa al salvataggio della libera circolazione delle persone. Ora, l’iniziativa “Prima i nostri” è in perfetto accordo con l’articolo costituzionale 121 a accettato a livello federale da popolo e cantoni, anche se lo stesso non ha ancora avuto la sua legge d’applicazione per inadempienza de Consiglio federale e del Parlamento. Tant’è vero che il giurista professor Biaggini – interpellato dal Consiglio di Stato nella speranza, poi delusa, che confermasse la perizia precedente effettuata dal giurista del Gran Consiglio Di Bartolomeo che dichiarava irricevibile l’iniziativa – ne ha sancito la ricevibilità.
Tutto il resto è blablabla. Che lo stesso professor Biaggini abbia aggiunto alla sua perizia delle osservazioni circa una presunta difficile applicabilità è irrilevante. Quest’ultima sarà decisa dalla politica a seconda dei mezzi a disposizione e delle situazioni del momento, ma il mandato chiaro e perentorio di agire rimarrà con tutto il suo peso ancorato nella Costituzione cantonale. Con il controprogetto invece no. Paradossalmente, hanno ragione i suoi sostenitori a dire che sarà applicabile senza problemi: proprio perché non applica nulla, declama semplicemente che il problema sollevato dall’iniziativa – conseguenze della libera circolazione delle persone in termini di sostituzione della manodopera indigena e di dumping salariale – esiste, nonostante che, fintanto che speravano in un fallimento della raccolta delle firme, questi stessi ambienti lo negassero spudoratamente. Il testo dell’iniziativa è perfettamente in accordo con la Costituzione federale, il controprogetto subordina la volontà popolare a una legge (applicazione del 9 febbraio) – quindi a un gradino inferiore – ancora al di là da venire. L’accettazione dell’iniziativa rafforzerà anche a livello federale il fronte di chi vuole l’abolizione della libera circolazione delle persone e un ritorno al regime d’immigrazione in atto fino al 2002, ossia la reintroduzione di una gestione autonoma e indipendente dall’UE e già solo per questo merita di essere sostenuta.

Il comitato cantonale dell’UDC ha quindi espresso all’unanimità la raccomandazione di voto: SÌ all’iniziativa, NO al controprogetto (una questione di logica: dal momento che non risolve nulla, non può essere considerato comunque come un miglioramento dello status quo) e, soprattutto, crocetta sull’iniziativa alla domanda complementare (in caso di accettazione di ambedue gli oggetti, preferenza all’iniziativa). Si ricorda infatti che, qualora siano accettati sia l’iniziativa che il controprogetto (oltre il 50% dei voti), non ha importanza quale dei due abbia ricevuto più consensi, a decidere sarà la domanda sussidiaria.

Il comitato cantonale è poi stato informato sui festeggiamenti del 1° agosto, che il partito celebrerà quest’anno a Campo Blenio, presso l’azienda agricola di Gianni Martinelli. L’oratore ufficiale non sarà il consigliere nazionale Roger Köppel, come in precedenza annunciato, ma il suo collega in Parlamento e nella redazione della Weltwoche, consigliere nazionale Peter Keller (UDC/NW).

I partecipanti sono pregati d’iscriversi presso il segretario cantonale (079 620 38 n84 o emellini@bluemail.ch).

UDC Ticino

I vaneggiamenti tendenziosi della SECO

L’UDC Ticino ha preso atto del rapporto dell’Osservatorio sulla libera circolazione delle persone, rispettivamente del comunicato della Segreteria di Stato all’economia (SECO) inerente alla libera circolazione. L’inevitabile impressione che se ne trae, è che questo organo adatti il pollo di Trilussa non ai fini di un’onesta valutazione della situazione, bensì alla volontà della SECO, rispettivamente delle autorità federali, di voler presentare a tutti i costi come positiva una libera circolazione delle persone che positiva non è. Continua a leggere I vaneggiamenti tendenziosi della SECO

Prima i nostri: appuntamento alle urne

L’UDC Ticino ha preso atto della decisione del Gran Consiglio di respingere l’iniziativa popolare “Prima i nostri”, optando per un controprogetto che accoglie sì il principio della preferenza indigena, ma annacquandolo con una formulazione “Il Cantone provvede affinché sia promossa l’occupazione nel rispetto del principio di preferenza ai residenti” che, di fatto, è un auspicio più che una misura. L’articolo costituzionale richiesto esplicitamente dall’iniziativa “Il Cantone provvede affinché sul mercato del lavoro venga privilegiato a pari qualifiche professionali chi vive sul suo territorio per rapporto a chi proviene dall’estero (attuazione del principio di preferenza agli Svizzeri) viene così disatteso dal controprogetto. Continua a leggere Prima i nostri: appuntamento alle urne

L’UDC Ticino sostiene il referendum finanziario

L’UDC Ticino è compiaciuta che, attorno alla proposta di introdurre il referendum finanziario obbligatorio per spese oltre un certo tetto (che sarà da definire nell’apposita legge), si sia potuto riunire un comitato di cui fanno parte esponenti di quasi tutti i partiti. L’adesione convinta del partito è dimostrata dall’adesione al comitato d’iniziativa del suo presidente, Piero Marchesi, del suo vicepresidente Alain Bühler, nonché di tutti i suoi parlamentari – Marco Chiesa in Consiglio nazionale, Lara Filippini, Tiziano Galeazzi e Gabriele Pinoja in Gran Consiglio. Continua a leggere L’UDC Ticino sostiene il referendum finanziario

Delusione per l’esito delle votazioni

Comunicato stampa

UDC Ticino: delusione per l’esito delle votazioni

Agli occhi dell’UDC Ticino, è estremamente deludente l’esito uscito dalle urne sulla maggior parte dei temi in votazione questo fine settimana.

Temi nazionali

Erano due, per l’UDC, i temi di maggiore importanza sottoposti al giudizio del popolo: la revisione della legge sull’asilo (contro cui era stata l’UDC stessa a lanciare il referendum) e l’iniziativa per un equo finanziamento dei trasporti. In ambedue i casi, la posizione del partito è stata sconfessata dal popolo sovrano, la cui decisione l’UDC rispetta come è solita fare. Continua a leggere Delusione per l’esito delle votazioni

La manovra di rientro da 180 mio del Consiglio di Stato: tasse, tasse e ancora tasse!

L’Unione Democratica di Centro sezione Ticino ha preso visione del progetto presentato oggi dal Consiglio di Stato, che prevede una manovra di rientro da 180 mio entro la fine del quadriennio 2015 – 2019. Continua a leggere La manovra di rientro da 180 mio del Consiglio di Stato: tasse, tasse e ancora tasse!

L’ennesima presa per i fondelli di un Consiglio federale succube dell’UE

L’UDC Ticino ha preso atto della proposta d’attuazione dell’articolo costituzionale 121a sull’immigrazione, che il Consiglio federale ha presentato oggi, e non può esimersi dall’esprimere tutto il suo sdegno per questa ennesima presa per i fondelli del popolo Svizzero. Dopo oltre due anni dalla votazione, dalla montagna è uscito il classico topolino, nella fattispecie però privo degli organi più importanti, in particolare per il Ticino, la clausola della preferenza indigena e i frontalieri. Continua a leggere L’ennesima presa per i fondelli di un Consiglio federale succube dell’UE

Votazioni : l’UDC Ticino è parzialmente soddisfatta

Iniziativa per l’attuazione dell’espulsione degli stranieri che commettono reati: il futuro ci dirà se i tribunali meritano la fiducia che il popolo ha loro concesso.

 L’UDC Ticino è chiaramente dispiaciuta dell’esito negativo uscito dalle urne nei confronti dell’iniziativa per l’attuazione dell’espulsione degli stranieri criminali. Né a rendere meno amara la pillola è l’ampio consenso che l’iniziativa ha avuto in Ticino, cantone che, con quasi il 60% dei voti, ha registrato il risultato di gran lunga migliore a favore dell’espulsione degli stranieri criminali nel confronto cantonale. Come già in altre occasioni, il Ticino ha dimostrato una visione più pragmatica – e meno influenzata dal timore di contraddire degli accordi internazionali – che non quella di altri cantoni. Che sia un osservatorio particolare sui temi concernenti gli stranieri, viene sottolineato a Berna ogni qualvolta il cantone si trovi a votare in controtendenza.   Continua a leggere Votazioni : l’UDC Ticino è parzialmente soddisfatta

Asfaltiamo il buonismo e l’intellighenzia: pensiamo alle vittime, non all’interesse dei criminali!

L’UDC Ticino ha appreso dal sondaggio del quotidiano 20Minuten che l’iniziativa per l’attuazione dell’espulsione degli stranieri criminali sarebbe ormai sulla via del fallimento e data per morta.

Invitiamo i sostenitori dell’iniziativa a diffidare di questi dati che non necessariamente sono diffusi per informare correttamente il pubblico, quanto per influenzarne il voto, inducendo i fautori del sì a non recarsi alle urne perché tanto la battaglia sarebbe già persa in partenza.

L’UDC Ticino ricorda che l’iniziativa per l’attuazione s’è resa necessaria di fronte alla melina messa in atto dal Consiglio federale e dal Parlamento che, dopo quasi due anni dall’accettazione popolare, non avevano ancora elaborato una legge d’applicazione della prima norma costituzionale concernente l’espulsione degli stranieri che commettono reati. E quando – dopo quasi cinque anni e sotto il pungolo dell’iniziativa che voteremo il 28 febbraio – hanno finalmente onorato il loro mandato, l’hanno fatto introducendo una clausola per i casi di rigore (in effetti una clausola per la tutela dei criminali) che, oltre ad essere già stata respinta dal popolo con il NO al controprogetto del 2010, vanifica gran parte dell’effetto voluto dagli iniziativisti lasciando ai giudici un margine d’apprezzamento, di cui hanno già finora dimostrato di abusare, a favore dei delinquenti (solo per fare un paio di esempi, citiamo il caso del pirata della strada Nekti T. cui, nonostante abbia ucciso una ragazza ventunenne investendola durante una corsa illegale, il Tribunale federale ha revocato il ritiro del permesso di soggiorno. O il criminale straniero A. cui sono state necessarie 19 condanne penali affinché fosse finalmente espulso. E di casi altrettanto significativi ce ne sono altri).

In queste ultime settimane il fronte contrario s’è mobilitato in massa, supportato praticamente da tutti i partiti salvo UDC, Lega e MCG, dalle organizzazioni buoniste sempre pronte a spendere per gli altri, fra cui nella fattispecie i criminali, il denaro nostro (dei contribuenti fra cui, sempre nella fattispecie, le vittime dei reati) e di un’autoproclamata “intellighenzia” che sa sempre meglio dello stupido popolino cosa sia la cosa giusta per il paese. Una cosa del genere l’avevamo già vissuta nel 1992 con la votazione sull’adesione allo Spazio economico europeo, ma non con un’azione di tale intensità. E non si sono sprecate le menzogne e le affermazioni più assurde. Nonostante il preciso catalogo di delitti contemplato dall’iniziativa – che assolutamente non contiene alcun “reato-bagattella” – si è continuato a battere sul chiodo del furto di una mela o della multa per eccesso di velocità che, accumulati, porterebbero all’espulsione obbligatoria dell’amico vicino di casa con il solo torto di essere straniero. È un’assurdità, come detto, ma a furia di ripeterla qualcuno ci crede.

L’UDC Ticino ricorda gli scopi principali dell’iniziativa:

  1. Espellere dal paese chi commette reati gravi affinché non possa ripeterli perlomeno in Svizzera, il che giova alla nostra sicurezza. Di tutte le persone che vivono in Svizzera (svizzeri o stranieri che siano).
  2. Tutelare gli interessi delle vittime – reali o potenziali – indipendentemente da quali siano quelli dei criminali.
  3. Impedire che, con dei cavilli legali, i giudici abbiano la facoltà di non applicare l’espulsione nei confronti di chi si macchia di delitti anche gravissimi, come invece purtroppo succede oggi.
  4. Ridurre i costi d’esecuzione delle pene che oggi, annualmente, ammontano a oltre 700 milioni di franchi.

Per concludere, chi pensa alla venditrice di un chiosco annesso a una stazione di benzina che subisce una rapina a mano armata, o alla vittima di uno stupro o di altri atti di violenza, vota SÌ; chi invece preferisce privilegiare gli stranieri condannati, che lo scorso anno hanno raggiunto la non indifferente cifra di 57’000, vota NO.

UDC Ticino