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	<title>Interrogazione - Gran Consiglio Archives - UDC Ticino</title>
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	<title>Interrogazione - Gran Consiglio Archives - UDC Ticino</title>
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		<title>Microplastiche e inquinamento nei nostri Laghi: a che punto siamo?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[baratti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2020 16:32:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interrogazione - Gran Consiglio]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Consiglio]]></category>
		<category><![CDATA[microplastiche]]></category>
		<category><![CDATA[UDC Ticino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Svizzera ogni anno circa 14’000 tonnellate di materie plastiche finiscono nel suolo o in acqua. Tra le principali cause di questo fenomeno figura anche l’usura dei pneumatici e il littering. È quanto emerge da un recente studio commissionato dalla Confederazione attraverso l’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM). Oltre la meta di questa plastiche, si stima, sono [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In Svizzera ogni anno circa 14’000 tonnellate di materie plastiche finiscono nel suolo o in acqua. Tra le principali cause di questo fenomeno figura anche l’usura dei pneumatici e il littering. È quanto emerge da un recente studio commissionato dalla Confederazione attraverso l’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM). Oltre la meta di questa plastiche, si stima, sono le cosiddette microplastiche che rimangono nell’ambiente per diversi decenni o addirittura secoli prima di essere smaltite.</p>
<p>A questo proposito nel febbraio del 2018 inoltrai un’Interrogazione <em>“</em><em>Microplastiche nei nostri laghi, c</em><em>’è</em> <em>da preoccuparsi?</em><em>”</em> (numero 16.18) che riportava altri atti parlamentari precedenti ed evidenziava ulteriormente la preoccupazione nei nostri due laghi principali.</p>
<p>In quell’occasione fu sottoscritta da ben 21 altri colleghi parlamentari particolarmente sensibili al tema.</p>
<p>Se recentemente (maggio 2020), nonostante fossimo in pieno periodo Covid 19 la Confederazione ha fatto i compiti ed è tornata a parlare dell’importante tema delle microplastiche con un’azione di sensibilizzazione e informazione capillare (<a href="https://www.admin.ch/gov/it/pagina-iniziale/documentazione/comunicati-stampa.msg-id-79088.html">https://www.admin.ch/gov/it/pagina-iniziale/documentazione/comunicati-stampa.msg-id-79088.html</a>), non si può dire altrettanto del Cantone Ticino, che sembra essersi <em>assopito tra le</em> <em>braccia di morfeo.</em></p>
<p>Lo scorso anno il Dipartimento del territorio, durante una conferenza stampa, aveva promesso di lanciare una campagna di sensibilizzazione denominata <strong>“</strong><strong>Meno microplastiche</strong><strong>”</strong> in tutto il Cantone Ticino con delle azioni mirate per la pulizia dei laghi dalle microplastiche, promettendo pure delle nuove misurazioni a tappeto in tutto il Ticino.</p>
<p>Ma a parte due pulizie dei laghi avvenute tra la primavera e l’estate del 2019 e qualche consiglio dispensato alla spicciolata sul portale web dell’Amministrazione cantonale, non si è più visto né sentito nulla a riguardo, nessuna campagna d’informazione rivolta alla popolazione, nessuna misura per disincentivare il loro utilizzo o la loro produzione alla base dei prodotti creati dalle nostre aziende presenti sul territorio.</p>
<p>A tale proposito vi è ancora pendente una mia mozione <em>“</em><em>Micro e nanoplastiche: certificazione aziendale e incentivi</em><em>”</em> (numero 1368) datata 20 febbraio 2019 che suggeriva un maggior intervento del problema a monte e non a valle. Cioè censire, certificare e incentivare le aziende nell’utilizzo di nuove materie di produzione meno invasive, con lo scopo di evitare poi, oltre ai danni ecologici, anche la facile via dei balzelli e delle tasse per tutti.</p>
<p>Un’occasione sprecata, a nostro modo di vedere, visto che il tema alquanto delicato, mai come oggi è stato sotto i riflettori e mai come oggi è entrato a far parte della concezione comune della popolazione, la quale si aspetta dei chiari consigli e segnali dagli organi competenti.</p>
<p>Non di minor importanza è l’inquinamento dovuto anche ad altri fattori, tra cui figurano le acque reflue o altri materiali che immancabilmente si ritrovano ogni anno nei controlli operati dalla “Goletta dei laghi” di Legambiente. Da un articolo apparso lo scorso 10 luglio sul Corriere del Ticino, vi sono punti nel Lago Verbano (foce del torrente Boesio a Lavano Mombello, torrente Acqua Negra a Ispra, torrente Bardello, Germignaga) e Ceresio (Foce del fiume Telo di Osteno, Foce Rio Bolletta a Porto Ceresio) che non soddisfano affatto i criteri minimi di legge. Per lo più in questo caso appunto, l’inquinamento proviene dal versante italiano.  Sappiamo però tutti che l’acqua, come l’aria non ha confini, quindi bisogna essere in due a fare la propria parte.</p>
<p>Questo tema &#8211; ricordo &#8211; fu già trattato nel lontano 2014 da alcuni deputati in Parlamento (GC Bergonzoli, Balemi, Dadò, Giudici e Pellanda) i quali chiesero al Governo mediante interrogazione (137.14) un resoconto sulla situazione a livello generale.</p>
<p>Dal punto di vista del Governo, nella risposta datata 21 gennaio 2015, risultava che i due laghi indicati fossero balneabili, con <em>“</em><em>acque eccellenti</em><em>”</em> (a pagina 3) e che in particolare il Ceresio si trovasse in <em>pieno recupero,</em> (pagina 2) (…)</p>
<p>Dopo 5 anni però sembra che il problema esista eccome. Ci si chiede quindi come non si possa affrontarlo con più incisività e autorevolezza da parte ticinese. Non solo a livello governativo ma anche grazie ai canali transfrontalieri nei quali coopera il Consiglio di Stato, come la Regio Insubrica.</p>
<p>Per tutta questa serie di motivi chiediamo al lodevole Consiglio di Stato quanto segue:</p>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li><em>Il Dipartimento del territorio sta monitorando costantemente l’inquinamento da microplastiche in Ticino?</em></li>
</ol>
<p><em> </em></p>
<ol start="2">
<li><em>Il Governo sta valutando la messa in atto di misure efficaci per ridurre l’emissione di microplastiche nell’ambiente, a tutela del nostro territorio? (Sebbene abbia dato parere negativo alla mia mozione 1368 del 20 febbraio 2019)</em></li>
</ol>
<p><em> </em></p>
<ol start="3">
<li><em>Visto e considerato che la mozione 1368 secondo il Governo non è applicabile, cosa realmente vorrebbe fare il Consiglio di Stato per risolvere i problemi <strong>alla fonte</strong> evitando così eventuali future tasse e balzelli ?</em></li>
</ol>
<p><em> </em></p>
<ol start="4">
<li><em>Come intende il DT sensibilizzare ulteriormente la popolazione e l’economia produttiva sul tema, dato che la campagna “Meno microplastiche” non è mai più proseguita?</em></li>
</ol>
<p><em> </em></p>
<ol start="5">
<li><em>Come si vuol comportare il Governo verso le autorità italiane di confine laddove risultano ancora problemi di inquinamento nei due laghi?</em></li>
</ol>
<p><em> </em></p>
<ol start="6">
<li><em>Il Governo non ha mai preso in considerazione la possibilità di proporre alla parte italiana la pulizia, dopo attenta analisi dei costi, della fattibilità tecnica e dei mezzi di queste zone inquinate, (vedi ultimo rapporto Goletta dei laghi di Legambiente) e fatturare i costi-prestazioni a loro? </em></li>
</ol>
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		<title>Perché per un posto di impiegato dello Stato non va bene la maturità professionale, ma occorre l’attestato di maturità commerciale rilasciato dalla Scuola cantonale di commercio?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[baratti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2020 13:09:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Allgemein]]></category>
		<category><![CDATA[Interrogazione - Gran Consiglio]]></category>
		<category><![CDATA[interpellanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Egregi Consiglieri di Stato, &#160; sul Foglio Ufficiale 60/2020 del 28.7.2020 compare il concorso per un posto di “Capo servizio III incaricato/a, a tempo parziale (30%), presso il Liceo cantonale di Lugano 1”. Il primo requisito richiesto è l’” attestato di maturità commerciale (rilasciato dalla Scuola cantonale di commercio)” e, quale titolo preferenziale, subito dopo, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Egregi Consiglieri di Stato,</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>sul Foglio Ufficiale 60/2020 del 28.7.2020 compare il concorso per un posto di “Capo servizio III incaricato/a, a tempo parziale (30%), presso il Liceo cantonale di Lugano 1”.</p>
<p>Il primo requisito richiesto è l’” attestato di maturità commerciale (rilasciato dalla Scuola cantonale di commercio)” e, quale titolo preferenziale, subito dopo, “l’attestato professionale di Specialista in finanze e contabilità”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Chiediamo quindi al Consiglio di Stato:</p>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li>La maturità professionale (MPC) rilasciata da una Scuola media di Commercio o dopo un apprendistato di commercio profilo M, non viene ritenuta titolo sufficiente per il posto indicato?</li>
<li>Se è così, con quali motivazioni?</li>
<li>Altrimenti perché nel concorso non viene menzionata la MPC quale titolo idoneo?</li>
<li>Dobbiamo ritenere che la MPC rilasciata da una Scuola media di Commercio o dopo un apprendistato via M, sia un titolo <strong><u>professionale</u></strong> inferiore a quello di maturità commerciale rilasciato dalla Scuola cantonale di commercio?</li>
<li>Se sì con quali motivazioni?</li>
<li>Quali sarebbero, a mente del CdS le maggiori competenze <strong><u>professionali</u></strong> di un detentore del titolo della Scuola cantonale di commercio rispetto al detentore di una MPC atte allo svolgimento dei compiti della posizione in questione?</li>
<li>Non ritiene il Consiglio di Stato che un candidato in possesso di una MPC e del titolo di Specialista in finanze e contabilità possa essere all’altezza di svolgere i compiti richiesti dalla posizione in questione tanto quanto un detentore del titolo rilasciato dalla Scuola cantonale di commercio?</li>
<li>Non pensa il CdS che una simile requisito sia discriminante contro chi ha seguito una formazione fuori dal Ticino, dato che richiede il titolo di una scuola prettamente locale?</li>
<li>Dobbiamo ritenere che il CdS ritenga inopportuna la formazione dei nostri giovani al di fuori del Cantone?</li>
<li>Non pensa il CdS che una simile formulazione dia adito, presso gli interessati, al sospetto che si voglia restringere artificiosamente la cerchia dei candidati idonei?</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ringraziamo per l’attenzione e porgiamo distinti saluti</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Edo Pellegrini, primo firmatario</p>
<p>Paolo Pamini</p>
<p>Roberta Soldati</p>
<p>Daniele Pinoja</p>
<p>Tiziano Galeazzi<img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-9583" src="https://udc-ti.ch/wp-content/uploads/sites/17/DSC_8223-copia.jpg" alt="" width="3068" height="3068" srcset="https://udc-ti.ch/wp-content/uploads/sites/17/DSC_8223-copia.jpg 3068w, https://udc-ti.ch/wp-content/uploads/sites/17/DSC_8223-copia-150x150.jpg 150w, https://udc-ti.ch/wp-content/uploads/sites/17/DSC_8223-copia-720x720.jpg 720w" sizes="(max-width: 3068px) 100vw, 3068px" /></p>
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