Comunicato stampa

Gran Consiglio prenatalizio: tout va très bien, Madame la Marquise

Il Gran Consiglio approva il credito per la Rete Tram-Treno del Luganese senza interrogarsi sulle problematiche sollevate negli ultimi giorni, da chi il treno oggi lo fa funzionare. In futuro saranno necessari altri crediti: non è una politica responsabile nella gestione dei fondi pubblici approvare un credito senza i necessari approfondimenti. Sottolineiamo: l’UDC sostiene il progetto, ma si oppone al fatto che a fronte di dubbi sollevati da più parti sulla capacità di trasposto della rete Tram-treno si tiri dritto.

Tout (o meglio, il treno) va très bien, Madame la Marquise!

Sono bastate poche tappe progettuali per far lievitare enormemente il costo complessivo del progetto Rete tram-treno del Luganese da circa 190 milioni a 766 milioni di franchi. Uno sforamento che è già sintomo di un problema che richiede un approfondimento. Ma c’è un ulteriore punto, sottovalutato fino ad ora, ossia la capacità di trasporto. Oggi la linea Lugano–Ponte Tresa trasporta circa 2’400 passeggeri all’ora nelle ore di punta. Domani, con il tram-treno nella configurazione della Fase 1, ne potrà trasportare circa 1’800 per motivi tecnici noti: l’impossibilità di impiegare le doppie composizioni negli scenari urbani e la difficoltà nell’aumentare la cadenza. Ed è un punto sollevato dalla stessa FLP che gestisce oggi la linea, ma i politici tirano dritto. Si vota sapendo che il problema esiste e sapendo che oggi non viene risolto.

Abbiamo scritto alla Commissione della gestione per approfondire, abbiamo tentato di far tornar e il tema in Commissione e in ultimo abbiamo sostenuto il RFO. Tutti tentativi inutile di fronte a chi ha certezze granitiche che il progetto e il suo finanziamento siano impeccabili. L’UDC spera che un giorno non debba dire: ve l’avevamo detto.

Se nulla fosse trapelato sulla stampa, questo Parlamento non sarebbe nemmeno a conoscenza di queste criticità. Si sarebbe votato serenamente, convinti appunto che “tout va très bien”. Con la mozione d’ordine UDC Ticino ha voluto evitare che il Gran Consiglio si unisca al coro che, oggi, sostiene che tutto va bene.

La presa di posizione maleducata e irrispettosa verso il Parlamento da parte di Claudio Zali, capo del DT, in risposta alla proposta UDC e alle varie associazioni che hanno auspicato di rimandare il credito in Commissione, non fa altro che confermare la sua inadeguatezza a ricoprire il ruolo di Consigliere di Stato.

Sulla neutralizzazione dell’aumento delle stime si fa melina

Il rinvio in Commissione dell’iniziativa sulla neutralizzazione dell’aumento dei valori di stima è pretestuoso. Dichiarata riuscita il 16 febbraio 2023 con oltre 17’000 firme – e il voto sulla ricevibilità risale al 18 ottobre 2023 – l’iniziativa è passata nelle mani della sottocommissione fisco della Commissione della gestione che ha fatto i dovuti approfondimenti e il Governo si è espresso. Come rilevato dal rapporto di maggioranza – relatrice Roberta Soldati – entrambi i gremi hanno rinunciato a presentare un controprogetto e il termine di 18 mesi per elaborarlo è ampiamente scaduto. E oggi si chiedono “ulteriori approfondimenti” e si rinvia l’iniziativa in Commissione. Quando ci sono da spendere milioni la Commissione non si pone molti problemi, ma quando c’è da far votare il popolo trovano sempre scuse e fanno melina per perdere tempo. Tornare in commissione è la controprova che in Ticino non si vuole migliorare la situazione del ceto medio.

Più chiarezza in materia di aiuti sociali agli stranieri!

La mozione “Troppi aiuti sociali agli stranieri penalizzano i ticinesi; un approfondimento è indispensabile” presentata dalla Lega dei Ticinesi non introduce nuove limitazioni – come rileva il rapporto di maggioranza, relatore Alain Bühler – ma chiede di esaminare in modo strutturato e indipendente il quadro legislativo in materia, con l’obiettivo di armonizzarlo e renderlo più chiaro. UDC Ticino ritiene che la richiesta di un’analisi tecnica e giuridica rappresenti un approccio responsabile in un contesto caratterizzato da una crescente pressione sulle finanze pubbliche.

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