Comunicato stampa

Preventivo 2026: la parola del giorno dei partiti è responsabilità… poi fanno anche peggio del Governo

L’impetuoso preventivo 2026 – che segue purtroppo la linea dei precedenti – è stato accolto ancora una volta dalla maggioranza in Gran Consiglio. Il treno per contenere in modo moderato la crescita della spesa e quindi del debito è passato e non torna più. Ora piaccia o non piaccia, invece di frenare la crescita della spesa – come più volte voluto e indicato concretamente dall’UDC negli ultimi anni – la cruda realtà dei fatti e dei numeri impone di procedere con dei tagli, anche pesanti, come è stato fatto alla fine degli anni ’90.

La parola più abusata da PLR e Il Centro è “responsabilità”. Votano un buco di 108 milioni facendo peggio del Governo e nonostante un aumento di tasse e imposte di oltre 80 mio. Inoltre, con costante cantilena e cedendo ai socialisti, rinviano sempre tutto alla prossima volta. Sono davvero questi due partiti i più “responsabili”? Da oltre un decennio i due partiti fanno prediche, proclami, stracciamenti di vesti e minacce speranzosi di vedere il preventivo successivo finalmente positivo. Non accade mai e nulla cambia nemmeno tra la maggioranza che continua imperterrita a proporre la stessa retorica ogni anno. Sono davvero loro “responsabili”? Loro, i due partiti di maggioranza che in sostanza dicono a questo Governo votando il Preventivo: «bravi, avete lavorato bene, andate avanti così».

Se davvero questi partiti volevano mandare un segnale forte, l’occasione era proprio questa: bocciare il Preventivo 2026. Sarebbe stato l’unico modo efficace per obbligare il Consiglio di Stato a fare finalmente i compiti, ad assumersi le proprie responsabilità e a presentare un piano serio di risanamento.

Gli irresponsabili – cioè l’UDC – bocciano il Preventivo perché vogliono il pareggio come indicato dal Parlamento e dal popolo nel 2021, intendono evitare di gettare 2 miliardi di debiti sulle spalle della prossima generazione, mirano a un piano di risparmio anziché a misure casuali che fanno male inutilmente; perché si oppongono agli sprechi, agli investimenti sfarzosi e monumentali e allo scarico di oneri sui Comuni. Siamo certi che si possa risanare molto senza aumentare il carico fiscale e senza tagliare ai bisognosi (quelli veri).

La ricetta dell’UDC per risanare le finanze cantonali

Occorre dimenticare che il risanamento avvenga attraverso il teatrino dei Preventivi annuali. È necessario lavorare sul Piano Finanziario da subito con un obiettivo di pareggio fra 3-4 anni (impossibile correggere di 400/500 mio in due anni). La Direttiva dell’UDC Ticino durante l’ultimo Comitato cantonale svoltosi durante il mese di novembre, ha presentato un documento curato dal Capogruppo in Gran Consiglio Sergio Morisoli, che non si limita a criticare — come fanno altri — ma presenta idee concrete, numeri, priorità, un percorso per risanare le finanze cantonali. Una base di documento che dovrebbe far proprio il Governo cantonale. Ci vogliono due tipi di intervento: un pacchetto “hard” sul breve e medio termine che contiene diverse misure di risanamento, e uno “soft” sul medio lungo termine volto a mantenere la disciplina finanziaria.

Sarà il 2027 l’anno in cui il risanamento dovrà iniziare. Chi avrà l’onere – certamente non l’onore – di fare ciò che i Governi delle ultime tre legislature non hanno mai voluto, potuto e saputo fare?

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