Congresso cantonale 2017

Sabato 4 marzo 2017, ore 10.30, 
presso il Palazzo comunale di Bellinzona
Trattande:

  1. Saluto del presidente sezionale di Bellinzona, Dr. Orlando Del Don
  2. Relazione del presidente cantonale, Piero Marchesi
  3. Relazione del consigliere nazionale, Marco Chiesa
  4. Panoramica sulle prossime elezioni posticipate
  5. Nomina dei delegati dei vari distretti nel Comitato cantonale **)
  6. Eventuali

**) L’elezione al posto vacante di vicepresidente per il Sopraceneri è competenza del comitato, e sarà quindi all’ordine del giorno della prima riunione dello stesso dopo il rinnovo delle cariche effettuato da questo congresso.

Diritto di voto al congresso: ricordiamo che, a norma di statuti, possono votare tutti i membri di UDC Ticino, in regola con la tassa annuale. La stessa – che ammonta a Fr 30.- – può essere versata sul CCP 65-6555-9, Banca Raiffeisen Losone, Circolo delle isole, 6616 Losone, a favore di: CH88 8033 3000 0015 9143 9, UDC Sezione Ticino, oppure regolata in contanti sul posto al momento del congresso. Per ciò che riguarda la qualità di membro, Vi rimandiamo all’estratto degli statuti allegato.

Autocertificazione: chi partecipa per la prima volta a un congresso di UDC Ticino, deve autocertificarsi (vedi formulario allegato) dichiarando la sua appartenenza al partito conformemente alle norme statutarie, certificazione che dovrà essere controfirmata dal responsabile della relativa sezione, dal coordinatore del distretto o da un membro della direttiva.

Contiamo sulla Vostra numerosa partecipazione e, nell’attesa, Vi salutiamo cordialmente.

Il presidente: Piero Marchesi

Il segretario cantonale: Eros N. Mellini

Falsi permessi, quali controlli su documenti sensibili dell’Amministrazione cantonale?

L’ultima triste vicenda che vede coinvolti alcuni funzionari cantonali corrotti è particolarmente allarmante anche sul piano della sicurezza interna del nostro cantone. Nel caso specifico i permessi di dimora venivano rilasciati ad altre persone, di cui si cambiava, in alcuni casi la fotografia e si parla di almeno venti casi che sarebbero stati accertati.

Fortunatamente le nostre istituzioni hanno dimostrato di avere gli anticorpi scoprendo e denunciando colpevoli. Tuttavia qualche giorno fa, l’Agenzia di informazioni e sicurezza esterna italiana “AISE” (l’ex Sismi, il servizio segreto informativo militare) ha lanciato l’allarme su migliaia di documenti di varia natura, vedi passaporti, patenti di guida , permessi di soggiorno di vari Stati europei e non, messi in vendita sul “deep web” e che vengono acquistati anche da elementi del radicalismo islamico. Queste informazioni sono conosciute anche dai nostri servizi d’intelligence federali (SIC), i quali sensibilizzano sempre più l’opinione pubblica, mettendola in guardia sulle varie forme di criminalità internazionale e il loro agire.

Alla luce di quanto esposto, i seguenti Deputati chiediamo al Consiglio di Stato:

  • Esistono, nella gestione ordinaria, dei controlli di sicurezza preventivi, da parte dei funzionari, sui documenti da rilasciare agli utenti?
  • Se sì, quali e con quale frequenza e con quali procedure si interviene?
  • Vi sono altri uffici dell’Amministrazione Cantonale a rischio di furto di documenti sensibili ?
  • Se si, esistono dei controlli incrociati e quali sono stati quelli implementati ?
  • 2002: Progetto pilota di servizio del controllo interno al cantone (compliance) come mai non ha funzionato e come mai non è stato sviluppato o introdotto un servizio analogo ma comunque sempre utile alla sicurezza?
  • Non sarebbe il caso di rendere elettronici e quindi tracciabili elettronicamente i permessi di lavoro, dimora, patenti di varia natura e tutti i documenti ufficiali invece di erogarli nel solo formato cartaceo?
  • Quali tipi di classificazione per l’accesso da parte del personale ci sono per questo genere di documenti (in parte elencati sopra) sensibili? Nel caso non ci fossero, come vorrebbe proteggersi nell’immediato futuro il Consiglio di Stato?
  • Il Consiglio di Stato riterrebbe opportuno richiedere, con i propri rappresentanti, in seno alle società partecipate (laddove si partecipa finanziariamente con soldi pubblici) di adottare misure più severe di “controlling/compliance” e sicurezza affinché si eviti quanto successo?

In attesa di una vostra risposta,
cordialmente vi salutiamo.

  • Tiziano Galeazzi, UDC (primo firmatario)
  • Gabriele Pinoja, UDC (capogruppo)
  • Lara Filippini, UDC
  • Sergio Morisoli, AL
  • Paolo Pamini, AL

Non svendiamo il nostro passaporto

A inizio gennaio sono apparsi i primi cartelloni pubblicitari promossi da ambienti vicini all’UDC che raffigurano una donna con il burqa. L’obiettivo è chiaro. Sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della naturalizzazione agevolata degli stranieri della terza generazione in votazione il 12 febbraio. Le veementi reazioni degli ambienti di sinistra, che senza mezzi giri di parole hanno definito la campagna rozza, razzista e strumentale, in quanto – a loro dire – non riflette la realtà dei fatti, si è invece rivelata puntuale e azzeccata. L’opinione pubblica si è chiesta chi avesse ragione. L’UDC, che secondo la sinistra esaspera sempre i toni della comunicazione enfatizzando temi e problemi che non sono neppure all’ordine del giorno, o il PS, che propone una naturalizzazione agevolata per gli stranieri di terza generazione considerando automatico il fatto di vivere nel Paese da diversi anni sufficiente per definire una persona integrata. Negli ultimi giorni il partito socialista ha infine spazzato il campo da ogni dubbio, rivolgendo un chiaro appello agli stranieri che vivono nel Paese, di affrettarsi ad inoltrare la domanda di naturalizzazione, in quanto dal 2018 la procedura sarà un po’ più rigida. Lo ha però fatto in 10 lingue straniere, tra cui l’arabo e il serbo. La concezione socialista del termine integrazione è quanto mai discutibile, perché scrivere a persone da loro ritenute integrate nella loro lingua d’origine e non in una lingua nazionale dimostra che integrate non sono. O comunque non in modo automatico come invece li considera l’oggetto in votazione. I cartelloni raffiguranti la donna con il burqa hanno smascherato le reali intenzioni della sinistra. Naturalizzare il più possibile, svilendo l’importanza dell’ottenimento della cittadinanza svizzera. Il tema pone di fatto un problema che non esiste. Ogni anno più di 40’000 stranieri ottengono la cittadinanza svizzera e dati alla mano, il nostro Paese è tra quelli con la percentuale più alta di naturalizzati. Gli stranieri di terza generazione possono infatti ottenere la cittadinanza affrontando il percorso con la procedura ordinaria, come tutti gli altri stranieri che ne fanno richiesta. L’oggetto in votazione presenta numerose controindicazioni, tra cui il fatto che attribuisce la maggior parte delle competenze della procedura di analisi alla Confederazione, sottraendola di fatto a Cantoni e Comuni. Dal suo ufficio a Berna un funzionario sarà incaricato di decidere se un cittadino straniero di terza generazione domiciliato in Ticino ottempera i requisiti definiti dalla legge. Si elimina di fatto la possibilità per i Comuni di convocare il candidato e di analizzare gli aspetti che evidentemente non possono essere valutati solo sulla carta. Verrà inoltre invertito l’onere della prova, vale a dire che non toccherà più al richiedente dimostrare la propria integrazione, bensì allo Stato dimostrare il contrario. Ci sono fin troppi motivi che portano a votare no a questa proposta, in particolar modo perché la procedura attuale permette già agli stranieri, anche a quelli di terza generazione, di diventare cittadini svizzeri con una procedura chiara ed efficiente. Fermiamo pertanto sul nascere questa tendenza a svendere il passaporto rossocrociato lanciata dalla sinistra, che qualora passasse sarà solo la prima di molte altre offensive atte a banalizzare questo importante tema.

Piero Marchesi, Presidente UDC Ticino

Firmate la petizione contro l’aumento dell’imposta di circolazione!

11262430_377096699151924_2048636638209699194_o

Il 14 giugno 2015, nemmeno 2 anni fa, il Popolo ticinese ha in modo chiaro e netto (67%) votato contro l’aumento dell’imposta di circolazione proposto dal Consiglio di Stato.

Con questo risultato è stato inviato un chiaro monito all’indirizzo del Consiglio di Stato: BASTA TASSE!

Ora, come se nulla fosse successo, il Governo torna alla carica per aumentare le imposte di circolazione a 135’000 automobilisti ticinesi (per complessivi 6.1 milioni) infischiandosene di ciò che il Popolo sovrano sancì 20 mesi fa. Questo modo di agire non possiamo permetterlo, non in Ticino.

Per questo chiediamo a Governo e Parlamento che:

  • vengano ripristinati i coefficienti per il calcolo dell’imposta di circolazione in vigore fino al 31.12.2016
  • e che per ogni futura modifica sia competente il Legislativo Cantonale con possibilità di referendare la decisione.

Scarica il formulario della petizione PDF, firmalo e fallo firmare e rispediscilo a:

UDC Ticino
Petizione imposta circolazione
CP 6193
6901 Lugano

Oppure firma la petizione online: http://www.activism.com/it_CH/petizione/ancora-una-volta-basta-tasse-no-all-aumento-dell-imposta-di-circolazione-in-ticino/196183

 

La Costituzione svizzera mestamente sacrificata sull’altare

Il Parlamento federale ha dimostrato ancora una volta che la volontà popolare non è ritenuta così importante come noi cittadini potessimo immaginare. Il lungo dibattito alle camere sull’applicazione dell’Iniziativa Costituzionale “Stop all’immigrazione di massa”, ha evidenziato che ancora una volta hanno vinto i poteri forti, quelli che antepongono gli interessi dell’Unione Europea e i relativi accordi internazionali al benessere dei cittadini svizzeri.

Il 9 febbraio 2014 il popolo svizzero ha dato un chiaro mandato alla politica federale, tornare a gestire l’immigrazione del Paese con tetti massimi, contingenti e preferenza indigena. Purtroppo, questi cittadini dovranno mettersi il cuore in pace. Con la legge approvata dal Parlamento questi obiettivi non verranno mai applicati. Oltre al rispetto della volontà popolare è mancato il coraggio, una caratteristica che la maggioranza della politica svizzera ha perso oramai da tempo per lasciar posto agli interessi di bottega, al servilismo nei confronti dell’UE e di qualsiasi entità che bussa la porta al nostro Paese, spesso con arroganza e presunzione.

La legge in questione è stata promossa dal PLR e della sinistra, che fieri hanno annunciato di aver trovato una soluzione all’applicazione del 9 febbraio. Evidentemente lo fanno sapendo di essere in forte difetto nei confronti del popolo, che è cosciente che questa legge è molto distante da quanto espresso dalle urne. Complice di questa disfatta è anche il PPD, che maldestramente ha cercato di chiamarsi fuori dalla lista dei colpevoli, proponendo degli emendamenti che evidentemente mai avrebbero visto la luce. Al voto finale si sono infine vilmente astenuti. Hanno la presunzione di ritenersi dalla parte del popolo, quando tutti ben sanno che l’astensione, in modo particolare in questa occasione, è pura mancanza di coraggio nell’assumere una chiara posizione. L’UDC a più riprese ha presentato il proprio disegno di legge, rispettando scrupolosamente il nuovo testo costituzionale. Nessuna delle proposte è mai stata neppure presa in considerazione da parte della maggioranza di centro – sinistra.

La Costituzione è stata bellamente sacrificata sull’altare per non aprire un improbabile e remoto contenzioso con l’UE. Questi partiti confermano che ai loro occhi è meglio avere buoni rapporti con gli Stati esteri – il che è tutto da realizzare – piuttosto che attuare la Costituzione. Questi Parlamentari sono venuti meno ai compiti loro attribuiti dalla Costituzione svizzera, che vista la poca importanza ad essa riservata, appaiono quasi giustificati. L’UDC non lancerà il referendum sulla nuova legge perché oggettivamente non servirebbe a nulla. L’abrogazione di una legge si effettua quando vi è un cambiamento della legge, in questo caso la modifica è nulla e pertanto non avrebbe senso rimandare la decisione al Parlamento, che ha già dimostrato a più riprese di non voler applicare l’iniziativa. Il mio partito lancerà verosimilmente l’iniziativa per la disdetta dell’accordo di libera circolazione, scavalcando di fatto la politica federale e dando nuovamente voce al popolo.

Questa sarà una battaglia determinante per il nostro Paese, così avremo finalmente la possibilità di confermare che la Svizzera e il Ticino in particolare, vogliono gestire in modo autonomo e intelligente l’immigrazione in barba ai sabotatori e agli astensionisti.

Piero Marchesi
Presidente UDC Ticino

Assemblea costitutiva della Nuova Sezione UDC del Bellinzonese

Cari Membri e Aderenti, Cari Amici, Simpatizzanti e Sostenitori della Sezione UDC di Bellinzona,

come sapete il 2 aprile prossimo saremo chiamati alle urne per l’elezione del Municipio e del CC della Nuova Bellinzona. Questa infatti sarà costituita dai 13 comuni che hanno aderito all’aggregazione e che di fatto andranno a costituire la seconda città più importante e popolosa del Cantone. A seguito di ciò la Sezione UDC di Bellinzona, che sta lavorando da diversi mesi oramai alla preparazione di questo importante evento politico ed elettorale, ha altresì organizzato e preparato questo importante incontro – costituito dall’Assemblea Costitutiva sopra ricordata – con il quale la nostra nuova sezione cittadina ingloberà ed integrerà, unitamente a Bellinzona, anche gli altri 12 comuni che faranno parte della Nuova/Grande Bellinzona.

Con la presente ho pertanto il piacere e l’onore di invitarvi all’Assemblea costitutiva della Nuova Sezione UDC della Nuova/Grande Bellinzona.

Questa avrà luogo alla data, ora e luogo seguenti:

Mercoledì 14 dicembre 2016, con inizio alle ore 20:00

presso il ristorante Corona a Bellinzona

Con il seguente ordine del giorno:

  • Saluto del presidente sezionale Dr. med. Orlando Del Don
  • Elezione del presidente del giorno e di due scrutatori
  • Lettura e approvazione dei nuovi statuti
  • Elezione del Comitato Direttivo e dell’Ufficio Presidenziale
  • Elezione dei Revisori dei Conti
  • Relazione del presidente cantonale UDC Piero Marchesi
  • Relazione del Consigliere Nazionale UDC Marco Chiesa
  • Eventuali

Al termine dei lavori sarà offerto un Rinfresco/Panettonata

Il presidente: Dr. med. Orlando Del Don
Il Segretario: Faton Durmischi

Comitato cantonale UDC: “Prima i nostri” e 1° agosto

Il Comitato cantonale dell’UDC si è riunito martedì 19 luglio a Rivera con all’ordine del giorno due trattande: l’iniziativa popolare “Prima i nostri!” e i festeggiamenti del 1° agosto.

L’avvocato Tuto Rossi – estensore del testo dell’iniziativa – ha spiegato in dettaglio le differenze fra “Prima i nostri!” e il controprogetto adottato dal Gran Consiglio. Mentre che l’iniziativa dà un mandato chiaro alle autorità, aggiungendo alcuni paragrafi nella Costituzione cantonale cui, se l’iniziativa sarà accettata dal popolo il prossimo 25 settembre, sarà compito di Consiglio di Stato e Gran Consiglio far seguire una legge d’applicazione, il controprogetto è solo una serie di articoli puramente declamatori che lasceranno a chi ci governa la facoltà di applicarli o no, a seconda degli umori del momento. Mentre l’iniziativa è il riflesso del chiaro NO popolare alla libera circolazione delle persone sancito dal voto del 9 febbraio 2014 (NO che in Ticino ha ricevuto il 68,2% dei voti), il controprogetto subordina l’applicazione dell’iniziativa al salvataggio della libera circolazione delle persone. Ora, l’iniziativa “Prima i nostri” è in perfetto accordo con l’articolo costituzionale 121 a accettato a livello federale da popolo e cantoni, anche se lo stesso non ha ancora avuto la sua legge d’applicazione per inadempienza de Consiglio federale e del Parlamento. Tant’è vero che il giurista professor Biaggini – interpellato dal Consiglio di Stato nella speranza, poi delusa, che confermasse la perizia precedente effettuata dal giurista del Gran Consiglio Di Bartolomeo che dichiarava irricevibile l’iniziativa – ne ha sancito la ricevibilità.
Tutto il resto è blablabla. Che lo stesso professor Biaggini abbia aggiunto alla sua perizia delle osservazioni circa una presunta difficile applicabilità è irrilevante. Quest’ultima sarà decisa dalla politica a seconda dei mezzi a disposizione e delle situazioni del momento, ma il mandato chiaro e perentorio di agire rimarrà con tutto il suo peso ancorato nella Costituzione cantonale. Con il controprogetto invece no. Paradossalmente, hanno ragione i suoi sostenitori a dire che sarà applicabile senza problemi: proprio perché non applica nulla, declama semplicemente che il problema sollevato dall’iniziativa – conseguenze della libera circolazione delle persone in termini di sostituzione della manodopera indigena e di dumping salariale – esiste, nonostante che, fintanto che speravano in un fallimento della raccolta delle firme, questi stessi ambienti lo negassero spudoratamente. Il testo dell’iniziativa è perfettamente in accordo con la Costituzione federale, il controprogetto subordina la volontà popolare a una legge (applicazione del 9 febbraio) – quindi a un gradino inferiore – ancora al di là da venire. L’accettazione dell’iniziativa rafforzerà anche a livello federale il fronte di chi vuole l’abolizione della libera circolazione delle persone e un ritorno al regime d’immigrazione in atto fino al 2002, ossia la reintroduzione di una gestione autonoma e indipendente dall’UE e già solo per questo merita di essere sostenuta.

Il comitato cantonale dell’UDC ha quindi espresso all’unanimità la raccomandazione di voto: SÌ all’iniziativa, NO al controprogetto (una questione di logica: dal momento che non risolve nulla, non può essere considerato comunque come un miglioramento dello status quo) e, soprattutto, crocetta sull’iniziativa alla domanda complementare (in caso di accettazione di ambedue gli oggetti, preferenza all’iniziativa). Si ricorda infatti che, qualora siano accettati sia l’iniziativa che il controprogetto (oltre il 50% dei voti), non ha importanza quale dei due abbia ricevuto più consensi, a decidere sarà la domanda sussidiaria.

Il comitato cantonale è poi stato informato sui festeggiamenti del 1° agosto, che il partito celebrerà quest’anno a Campo Blenio, presso l’azienda agricola di Gianni Martinelli. L’oratore ufficiale non sarà il consigliere nazionale Roger Köppel, come in precedenza annunciato, ma il suo collega in Parlamento e nella redazione della Weltwoche, consigliere nazionale Peter Keller (UDC/NW).

I partecipanti sono pregati d’iscriversi presso il segretario cantonale (079 620 38 n84 o emellini@bluemail.ch).

UDC Ticino

Caro Vitta l’inganno c’è, eccome se c’è!

In una recente intervista rilasciata al Corriere del Ticino, il ministro Christian Vitta ha affermato che gli obiettivi dell’iniziativa “Prima i Nostri” e del relativo controprogetto sono condivisi. Ha ammesso che il problema della mancanza della preferenza indigena sul mercato del lavoro ticinese esiste, ma poi in buon politichese ha affermato che il controprogetto è migliore dell’iniziativa perché tiene conto delle evoluzioni a livello federale. Continua a leggere Caro Vitta l’inganno c’è, eccome se c’è!

I vaneggiamenti tendenziosi della SECO

L’UDC Ticino ha preso atto del rapporto dell’Osservatorio sulla libera circolazione delle persone, rispettivamente del comunicato della Segreteria di Stato all’economia (SECO) inerente alla libera circolazione. L’inevitabile impressione che se ne trae, è che questo organo adatti il pollo di Trilussa non ai fini di un’onesta valutazione della situazione, bensì alla volontà della SECO, rispettivamente delle autorità federali, di voler presentare a tutti i costi come positiva una libera circolazione delle persone che positiva non è. Continua a leggere I vaneggiamenti tendenziosi della SECO