Comunicato stampa

Il comitato cantonale dell’UDC approva il progetto di “casa comune” del centro-destra ticinese

Si è svolto nella serata di martedì 1° settembre a Sant’Antonino il Comitato Cantonale dell’UDC, che ha approvato il progetto di “casa comune” del centro-destra ticinese con la Lega. Comunicate le raccomandazioni di voto per i due oggetti federali su cui la popolazione dovrà esprimersi il prossimo 27 settembre. Proposto come presidente ad interim dalla direttiva del partito, Marco Chiesa è stato ratificato in tale ruolo dai delegati cantonali. Il Comitato cantonale ringrazia Piero Marchesi per i suoi 10 anni alla presidenza e gli augura un grande in bocca a lupo per il suo incarico in Consiglio di Stato.

Piero Marchesi, nel suo ultimo intervento in veste di presidente dell’UDC Ticino, ha ricordato gli inizi del suo mandato. Era il 2016: «Venivamo da elezioni cantonali attorno al 5%. Alle ultime federali abbiamo superato il 15%. Abbiamo creato 35 sezioni comunali, siamo cresciuti sul territorio, nelle istituzioni e nella capacità di incidere. Dal 7 ottobre l’UDC avrà un consigliere di Stato, due consiglieri nazionali e un consigliere agli Stati: quattro rappresentanti ai massimi livelli istituzionali. Nessun altro partito ha questi numeri.»

Ripercorrendo le battaglie vinte davanti ai cittadini con iniziative e referendum – da Prima i nostri al Decreto Morisoli fino alla riforma fiscale e alla neutralizzazione delle stime immobiliari, per citarne alcuni – Marchesi sottolinea che su temi concreti, le posizioni dell’UDC rappresentano la maggioranza dei ticinesi. «La sfida ora è convincere i cittadini a dare ancora più forza all’UDC alle prossime elezioni, se vogliono vedere queste idee trasformarsi con maggiore probabilità in risultati politici concreti».

La “casa” del Centro-Destra

Il Comitato ha avallato un progetto concreto, proposto dalla Direttiva, che risponda alle esigenze del nostro Cantone. L’obiettivo è dar vita a una “casa comune” del centro-destra ticinese, aperta non soltanto agli attuali sostenitori della Lega e dell’UDC, ma a tutti i cittadini ticinesi che si riconoscono nei valori e nelle proposte di quest’area. Esso dovrà rappresentare il Ticino in seno all’UDC Svizzera rispettando gli statuti e il programma nazionale e valorizzando le specificità cantonali.

Sarà un soggetto conservatore, popolare, identitario, democratico, liberale in economia e orientato su un programma che ponga in primo piano:

  • la tutela del lavoro e delle opportunità per i ticinesi;
  • la difesa del ceto medio e delle piccole e medie imprese;
  • la sicurezza del territorio e dei cittadini;
  • la riduzione della spesa pubblica eccessiva, delle ingerenze statali e della burocrazia;
  • una politica sociale incentrata sui reali bisogni dei ticinesi;
  • una fiscalità attrattiva e la ferma opposizione a ogni aggravio fiscale;
  • la difesa dell’indipendenza, della sovranità e della neutralità della Svizzera;
  • il controllo dell’immigrazione e la lotta al “caos asilo”.

Comunicate le raccomandazioni di voto

Sono state inoltre comunicate le indicazioni di voto per gli oggetti di competenza federale in votazione il prossimo 27 settembre.

  1. Votazioni federali
  • Iniziativa popolare «Salvaguardia della neutralità svizzera (Iniziativa sulla neutralità)» (FF 2026 799): il Comitato raccomanda all’unanimità il SI
    • La neutralità garantisce la nostra indipendenza, oggi e per le generazioni future Una neutralità credibile e rigorosa ci protegge dai conflitti internazionali; rafforza il nostro ruolo di mediatori; garantisce sicurezza e stabilità a lungo termine. La neutralità svizzera – il fondamento di sicurezza, pace, libertà e benessere – è in pericolo: il Consiglio federale e alcuni partiti vogliono annacquare e indebolire la nostra neutralità e legarsi a livello militare sempre di più alla NATO e all’UE. Per questo è importante inscrivere nella costituzione la neutralità permanente, armata e integrale della Svizzera.
  • Iniziativa popolare «Per un’alimentazione sicura – mediante il rafforzamento di una produzione nazionale sostenibile, più derrate alimentari vegetali e acqua potabile pulita (Iniziativa sull’alimentazione)» (FF 2026 800): il Comitato raccomanda all’unanimità il NO
    • La campagna lo dice chiaramente: ci ritroviamo davanti a un’iniziativa per un’alimentazione sicura, ma in realtà detta agli agricoltori cosa produrre e ai consumatori cosa mangiare. In realtà mira ad imporre alla popolazione svizzera un’alimentazione vegana prescritta dallo Stato. Solo con questa imposizione vegana sarebbe possibile raggiungere il suo requisito principale: il 70% di autoapprovvigionamento. L’iniziativa indebolisce il potenziale di produzione di verdura, frutta, patate, colza, cereali o altre colture vegetali con requisiti poco chiari.

Soglie massime del lupo in Svizzera

Nel corso della serata, i Giovani UDC hanno presentato la petizione rivolta a Consiglio federale e Parlamento «Soglie massime per la popolazione del lupo in Svizzera – Salvare gli alpeggi». La petizione chiede di fissare un limite nazionale di sette branchi, con un massimo di uno o due per regione, di introdurre procedure rapide e applicabili tutto l’anno per intervenire sui lupi in eccesso o problematici e di fare piena chiarezza sui costi della loro gestione. L’obiettivo è ristabilire un equilibrio sostenibile tra la protezione della specie e la salvaguardia degli alpeggi, degli allevatori e delle regioni di montagna. La petizione può essere sottoscritta su sostenere.ch/hochstgrenze-wolfsbestande

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