Cassa malati: il rincaro rallenta, il salasso resta!

Dopo anni di aumenti astronomici, il +3,7% annunciato per il 2027 pesa su premi che restano i più alti della Svizzera. Per le famiglie ticinesi c’è ben poco da festeggiare. E per Raffaele De Rosa e il Consiglio di Stato il «segnale incoraggiante» deve tradursi in un’accelerazione degli interventi sui costi sanitari: le proposte sono sul tavolo e aspettano una risposta da un anno.
Nel 2027 i premi di cassa malati in Ticino aumenteranno del 3,7%. Un rincaro più contenuto rispetto agli ultimi anni e inferiore alla media nazionale. Ma sempre di un aumento si tratta, che si aggiunge alle stangate già subite dalle famiglie ticinesi. Con un premio medio di 519,90 franchi al mese, il Ticino resta il Cantone più caro della Svizzera.
Gli aumenti iperbolici degli anni scorsi non scompaiono: sono ormai incorporati nelle fatture che i cittadini devono pagare mensilmente. Una percentuale più bassa, applicata a premi già elevatissimi, significa comunque altri soldi che escono dalle tasche dei ticinesi.
Il Consiglio di Stato parla di un «segnale incoraggiante» e ne attribuisce il merito alle misure adottate, dalle moratorie sui medici specialisti e sulle cure a domicilio agli interventi sulle tariffe. Lo stesso Governo riconosce però che occorre fare di più. Su questo siamo d’accordo. Ora il direttore del DSS Raffaele De Rosa è chiamato a spiegare come intende passare dalle dichiarazioni alle prossime decisioni.
La nuova pianificazione ospedaliera è ancora in fase di approfondimento. Quando arriverà? Con quali interventi per ridurre la frammentazione e le prestazioni duplicate? E con quali risparmi attesi? Dopo anni di rincari pesantissimi, i cittadini hanno diritto di conoscere obiettivi e scadenze.
Le proposte, del resto, ci sono. Il 23 settembre 2025 l’UDC ha presentato una serie di mozioni che mirano a contenere proprio i costi sanitari, intervenendo sull’organizzazione ospedaliera, sull’offerta medica e sull’utilizzo dei pronto soccorso. A un anno di distanza, il Governo non si è nemmeno degnato di prendere posizione. Difficile conciliare questo silenzio con l’urgenza di nuove misure riconosciuta oggi dallo stesso Consiglio di Stato.
Le responsabilità di Berna non cancellano quelle cantonali. De Rosa e il Governo devono accelerare le riflessioni in merito agli interventi di propria competenza e rispondere alle proposte già sul tavolo. Finché i ticinesi continueranno a pagare i premi più alti della Svizzera, un rallentamento dei rincari non potrà bastare.
