Caso Hospita: fare chiarezza è un dovere. No alle costose promesse del poker sulla natalità del Centro!

Il Gran Consiglio istituisce ufficialmente la Commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Hospita. Per l’UDC entrerà Andrea Giudici, giurista, avvocato e notaio, abituato a lavorare sugli atti e a distinguere i fatti dal rumore. L’obiettivo è arrivare a conclusioni chiare e, laddove necessario, a correzioni del sistema.
CPI caso Hospita: una responsabilità istituzionale, non una caccia alle streghe
L’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta (CPI) è uno strumento eccezionale, previsto dalla legge, che il Parlamento può attivare quando la fiducia dei cittadini nelle istituzioni risulta seriamente compromessa. Nel cosiddetto caso “Hospita”, questo passaggio si è purtroppo verificato. Si è infatti diffusa una percezione legittima di zone d’ombra mai chiarite fino in fondo, che gli strumenti ordinari non sono riusciti a dissipare.
«La CPI non nasce per costruire colpevoli o alimentare processi mediatici, ma perché gli strumenti a disposizione non sono stati sufficienti a fare piena chiarezza», afferma Alain Bühler, capogruppo UDC in Gran Consiglio. L’obiettivo della CPI appena costituita – nella cui composizione figura il Deputato UDC Andrea Giudici – deve essere chiaro: ristabilire la fiducia dei cittadini, dimostrando che il Parlamento è in grado di esercitare pienamente la propria funzione di alta vigilanza e che nessun meccanismo opaco è tollerabile.
Affinché questo avvenga, sono indispensabili un mandato chiaro, un metodo rigoroso e tempi certi. La CPI non può essere un esercizio dilatorio né un’operazione di facciata. «La chiarezza serve ora, non a legislatura conclusa», sottolinea Bühler. Se emergeranno lacune normative o prassi inadeguate, queste dovranno tradursi in correzioni concrete del sistema. Fare chiarezza non indebolisce le istituzioni: le rafforza.
Poker di iniziative sulla natalità: bocciate le iniziative! Senza sostenibilità non si governa
Sostenere le famiglie e creare condizioni favorevoli alla natalità è un obiettivo condiviso dall’UDC Ticino. Tuttavia, il tema non va affrontato con un’accozzaglia di misure costose presentate in veste di soluzioni automatiche, bensì con senso di responsabilità e visione d’insieme.
Il poker d’iniziative proposto da Il Centro avrebbe comportato un ampliamento significativo delle prestazioni finanziarie a carico del Cantone, con un impatto stimato nell’ordine di diverse decine di milioni di franchi all’anno e una crescita strutturale e permanente della spesa pubblica.
L’UDC Ticino, per contro, ritiene indispensabile una riflessione globale sul sistema sociale: prima di introdurre nuove spese strutturali occorre valutarne la coerenza, l’efficacia e la sostenibilità nel lungo periodo. Una politica familiare credibile non può basarsi esclusivamente sui sussidi, ma deve poggiare su basi solide: finanze pubbliche sane, un’economia competitiva, una fiscalità sopportabile e un mercato del lavoro stabile.
