Circonvallazione Agno–Bioggio: l’avevamo detto, Berna pronta a valutare un finanziamento

La conferenza stampa odierna del Consiglio di Stato sulla circonvallazione Agno–Bioggio (CAB) ha chiarito un punto politico fondamentale: la Confederazione è disposta a entrare in materia sul finanziamento dell’opera. A confermarlo sono stati il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi e lo stesso Direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali, riferendo l’esito degli incontri con gli uffici federali. Si tratta esattamente di quanto era già noto e messo nero su bianco nella risposta del Consiglio federale all’interpellanza presentata nell’agosto 2025 dal Consigliere nazionale Piero Marchesi.
L’avevamo detto, ora è chiaro a tutti. La Confederazione potrebbe finanziare l’opera dal 25 al 50% del costo totale, che in soldoni significa fino a 250 milioni di franchi.
Un’informazione che l’UDC aveva correttamente portato nel dibattito pubblico e che Zali, invece, aveva cercato di screditare non sul piano dei fatti, ma con attacchi personali, arrivando ad accusare Marchesi di “raccontare balle” e sostenendo che Berna non avrebbe mai finanziato la circonvallazione.
Oggi i fatti parlano chiaro: l’apertura della Confederazione c’era già allora e c’è ancora oggi.
Questo non solo smentisce le affermazioni di Zali, ma mette in luce un suo atteggiamento mai propositivo, incapace di ascoltare anche chi, legittimamente, porta informazioni fondate o opinioni diverse. Un modo di fare che ha rallentato ulteriormente il dossier invece di farlo avanzare.
Resta ora molta incertezza sulle intenzioni operative del Cantone. Si è parlato di una possibile realizzazione a tappe, a partire dal tratto Bioggio–Piodella, rinviando il resto a valutazioni successive. Una soluzione che non è da escludere a priori, ma che non può certo tradursi né in un progetto monco né in ulteriori rinvii.
Alla luce della disponibilità della Confederazione, ora il Dipartimento del territorio deve cambiare approccio: riprendere seriamente in mano il progetto, coinvolgere i Comuni e tutti i portatori di interesse, costruire una condivisione reale e presentarsi a Berna con un progetto chiaro e credibile da inserire nel prossimo Programma d’agglomerato (PAL6).
La realizzazione a tappe può essere una modalità tecnica, ma va garantito fin da subito che l’opera sarà completata.
Quella confermata oggi è un’occasione concreta da non lasciarsi scappare. Sprecarla ulteriormente sarebbe un grave danno per una regione che attende questa infrastruttura da decenni.
