Comunicato stampa

Alloggi Ticino SA: il Gran Consiglio dice no all’acquisto totale. L’UDC: «Ora una vera politica dell’alloggio basata sul principio di sussidiarietà»

Il Gran Consiglio ha respinto il credito di 9,42 milioni di franchi con cui il Cantone voleva passare dal 38 al 100% di Alloggi Ticino SA. Per l’UDC è una decisione corretta. Il problema dell’alloggio esiste, ma acquistare tutte le azioni di ATISA non avrebbe creato un solo appartamento in più: 1’418 prima dell’operazione, 1’418 dopo.

Il rapporto di maggioranza della Commissione gestione e finanze, redatto da Alain Bühler, ha inoltre evidenziato che dietro al valore patrimoniale della società vi sono circa 215,9 milioni di capitale di terzi, di cui 202 milioni di ipoteche, e rinnovi già stimati in 39,4 milioni entro il 2035. ATISA è una società finanziariamente sostenibile, ma non è mai stato dimostrato perché il Cantone dovesse assumersene il controllo totale.

Rimane inoltre una contraddizione di fondo: da una parte si voleva il 100% per utilizzare ATISA in modo più incisivo come strumento di politica dell’alloggio; dall’altra si ribadiva che la società avrebbe dovuto continuare a reggersi sulle proprie gambe, con pigioni e investimenti compatibili con la propria sostenibilità finanziaria.

A ciò si aggiunge il rischio di una futura politicizzazione degli utili della società. Come ricordato da Bühler durante il dibattito: «Oggi ci viene detto che gli utili di Alloggi Ticino devono rimanere nella società. Ma sappiamo anche cosa succede quando i conti cantonali non tornano: si cercano milioni nei fondi, nelle partecipazioni e nei vari cassetti disponibili. Con il Cantone proprietario al 100%, chi avrebbe potuto garantire che un domani anche Alloggi Ticino non diventasse l’ennesimo cassetto da aprire?»

Il voto odierno non deve però chiudere il dossier dell’alloggio. Il Cantone deve ora approntare il quadro di riferimento, creare condizioni favorevoli alla costruzione, rimuovere gli ostacoli e mettere Comuni, cooperative, enti di pubblica utilità e privati nelle condizioni di aumentare davvero l’offerta laddove necessario e richiesto, nel rispetto del principio di sussidiarietà.

Per l’UDC la priorità è chiara: non aumentare il numero di immobili in mano allo Stato, ma aumentare il numero di appartamenti disponibili a condizioni accessibili sul territorio cantonale.

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