Marchesi e Pamini i due candidati UDC al Consiglio di Stato L’appello agli altri partiti: non aumentare le imposte

UDC Ticino ha lanciato sabato 24 ottobre ad Ascona la sfida per le elezioni cantonali del 2027. Piero Marchesi e Paolo Pamini al Consiglio di Stato, una squadra pronta per il Gran Consiglio e il programma «Il Ticino che decide». Al centro, la difesa del ceto medio e un impegno chiaro: nessun aumento di imposte, di tasse e di balzelli nella prossima legislatura. Con la «Dichiarazione di Ascona», il partito sfida le altre forze politiche ad assumere lo stesso impegno davanti ai ticinesi. Basta rinvii e conti scaricati sui cittadini: il risanamento deve passare dalla spesa.
«Il Ticino non ha un problema di idee. Ha un problema di decisioni». Con queste parole Marco Chiesa ha aperto il Congresso ordinario dell’UDC Ticino, indicando la posta in gioco delle elezioni cantonali del 2027: rompere lo stallo politico e difendere il potere d’acquisto di chi lavora, paga le imposte e tiene in piedi questo Cantone. Il Congresso ha eletto ufficialmente per acclamazione Chiesa alla presidenza cantonale e ha ratificato la sua candidatura al Consiglio federale, annunciata pochi giorni fa.
Nel suo intervento, Chiesa ha rimarcato la situazione in cui riversa il nostro Cantone: «il Ticino, oggi, vive una fase di stallo politico, economico e sociale. Non per mancanza di idee: il problema è la mancanza di decisioni. Troppe riforme rimaste nei cassetti, troppe mozioni che aspettano per anni, troppe volte si è scelto di gestire l’ordinario e rinviare, mentre il costo della vita sale e il potere d’acquisto del ceto medio scende». Famiglie e imprese non possono continuare a pagare il prezzo delle decisioni mai prese.
A questo proposito, il Congresso ha votato all’unanimità la “Dichiarazione di Ascona”. Il risanamento delle finanze cantonali passa dal contenimento della spesa. L’UDC rifiuta di scaricare ancora una volta il conto sui contribuenti e, con la «Dichiarazione di Ascona» assume un impegno preciso per tutta la prossima legislatura: «L’UDC Ticino si impegna a non votare né proporre, nella legislatura 2027-2031, aumenti di imposte, tasse e balzelli a carico di cittadini e imprese. Il risanamento dei conti passa dal contenimento della spesa, non da nuove entrate fiscali.»
Un impegno che l’UDC chiede ora anche agli altri partiti. L’UDC scriverà ai presidenti di PLR, Il Centro, PS, Verdi e Lega, invitandoli a sottoscrivere la stessa dichiarazione o a chiarire la propria posizione entro il 30 novembre. Tutte le risposte saranno rese pubbliche. I ticinesi hanno il diritto di sapere, prima delle elezioni, chi intende difendere il loro portafoglio e chi lascia aperta la porta a nuovi aumenti.
Dalle proposte alle decisioni
Presentato da Diego Baratti e approvato per acclamazione, il programma 2027–2031 «Il Ticino che decide» nasce dal lavoro parlamentare dell’UDC e da quasi cento atti depositati. Le proposte ci sono: occorre smettere di lasciarle nei cassetti di Governo e commissioni e trasformarle in decisioni operative.
Tra le priorità figurano il freno alla spesa legato al PIL, il pareggio dei conti, la compensazione delle nuove spese correnti e il limite al numero di dipendenti cantonali. A queste misure si affiancano la difesa del potere d’acquisto, la priorità ai lavoratori residenti e uno Stato moderno, con meno burocrazia e più libertà per cittadini e imprese. Per l’UDC, risanare significa spendere meglio e scegliere le priorità, assumendosi finalmente la responsabilità delle riforme.
Marchesi e Pamini alla guida della sfida elettorale
Con Piero Marchesi e Paolo Pamini, l’UDC presenta due candidati al Consiglio di Stato chiamati a dare forza a questo programma: conti sotto controllo e libertà economica, difesa del ceto medio e dei residenti, sicurezza e tutela del territorio. Il Congresso ha inoltre ratificato le candidature al Gran Consiglio: una squadra che comprende numerosi Municipali e Consiglieri comunali, pronti a portare l’esperienza maturata nei Comuni al servizio del Cantone.
L’obiettivo elettorale è chiaro: confermare il seggio UDC in Consiglio di Stato e accrescere la presenza in Gran Consiglio. Una forza maggiore per sbloccare le riforme e far pesare le ragioni di chi chiede allo Stato di rispettare i sacrifici dei cittadini.
Da Ascona parte una campagna che coinvolgerà le sezioni e i candidati in tutto il Ticino. «Il 2027 si prepara oggi», ha affermato Chiesa. L’UDC è pronta alla battaglia: il tempo dei rinvii è finito. Ora il Ticino deve tornare a decidere.
