Comunicato stampa

Salari sotto pressione e caos istituzionale: servono priorità chiare per il Ticino

Bene il compromesso sul salario minimo, ma servono delle cure vere: il problema centrale resta la libera circolazione che comprime i salari e penalizza i residenti. Intanto in Gran Consiglio l’ennesimo show del Consigliere di Stato Claudio Zali non ha impedito l’atteso via libera alla nuova Legge sulla polizia, finalmente approvata dopo anni di attesa.

Salario minimo: bene il compromesso, ma servono cure vere

Si è giunto a un compromesso tra parti sociali e associazioni economiche sul salario minimo in Ticino: si tratta di un segnale positivo. Si applicano però – ancora una volta – dei cerotti su una ferita che è ormai in cancrena da diverso tempo. Il vero nodo resta infatti la pressione esercitata dalla libera circolazione sul mercato del lavoro ticinese, con salari compressi e residenti penalizzati nell’accesso all’impiego. Non bastano piccoli correttivi: serve una strategia chiara che rimetta al centro l’occupazione di ticinesi e residenti.

Il prossimo 14 giugno avremo l’occasione di dare un segnale forte votando l’Iniziativa per la sostenibilità “No a una Svizzera da 10 milioni”. È una possibilità concreta per frenare una crescita fuori controllo che pesa anche e soprattutto sul Ticino, sui suoi salari e sui suoi posti di lavoro.

La legge sulla polizia è finalmente approvata

Il discorso intrinsecamente contrastante e “straordinariamente” sinistroide del Consigliere di Stato leghista Claudio Zali – consapevole di aver gettato un sasso di una certa grandezza nello stagno parlamentare – ha provocato un fuggi-fuggi generale in aula: la Commissione giustizia e diritti ha voluto riunirsi, così come i vari gruppi politici, per capire il da farsi quando ormai i lavori commissionali avevano portato a un messaggio che di fatto il Consiglio di Stato non ha ritirato. Quelle di Zali sono delle riserve espresse in modo plateale e tardivo, che sarebbe stato auspicabile comunicarle prima alla commissione. Si conferma ancora una volta un modus operandi irrispettoso nei confronti del Parlamento. Il Gran Consiglio è però riuscito finalmente ad approvare la Legge sulla polizia, attesa da molti anni. Un passo importante per dare alle forze dell’ordine strumenti più adeguati per operare sul territorio.

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